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August 20 arcobalenoArcobaleno
Il cielo è per me una fonte continua di emozioni. Oggi mi hanno mandato una foto di uno dei doni più belli che la natura ci fa: un arcobaleno…… Nel guardarla incantata, ripetevo le parole di una poesia imparata da bambina, di Angiolo Silvio Novaro
Non piove più! Sui prati,
August 15 ricordiRICORDI
Questo caldo mi fa restare spesso la sera, quando finalmente c’è un po’ d’aria, sulla poltroncina che c’è sul balcone. E’ buio, purtroppo non si vede nessuna stella, ma c’è abbastanza silenzio. E allora via con i ricordi… Stanotte ho portato la radio per avere un po’ di musica di sottofondo e i ricordi sono presto venuti a galla, così, senza ordine, liberi …. Io credo di essere cresciuta ascoltando musica, qualsiasi genere di musica. Mamma aveva sempre la radio accesa, un sottofondo musicale alle faccende domestiche, forse per ripagarsi degli anni della guerra passati al buio, con le candele e il “lumino della misericordia” che si accendeva quando c’erano da fare i compiti e mamma cuciva per noi. La luce arrivava solo a turni, una o due ore, per lo più in orari impossibili; allora veniva accesa la radio per ascoltare i notiziari. La musica la facevamo noi: mamma si metteva al pianoforte e accompagnava i nostri canti. Cantavamo di tutto, dall’opera alle canzonette. Tutto serviva per allentare la tensione e la paura. Poi le domeniche c’era il meraviglioso grammofono di nonna, a manovella, con le puntine dorate da maneggiare con cura perché con tanta facilità rigavano i 78 giri di vinile. Io ascoltavo dalla sedia a dondolo, incantata. Poi finalmente, a sei anni, il teatro dell’opera. Mi portarono a vedere Hansel e Gretel di Humperdink: Da allora la mia passione non è più smessa. La radio, negli anni ancora difficili del dopoguerra, ci teneva compagnia, dalle opere ai concerti, alle commedie e a qualche programma di varietà. La musica soprattutto ha fatto da colonna sonora a agli avvenimenti piccoli e grandi della vita. Le poesie imparate adattandole a brani d’opera, le prime feste da ballo, con il pavimento cosparso di borotalco per “scivolare” meglio…. Per esempio – oltre alla bellezza del brano – mi commuove sempre l’ascolto dell’intermezzo della Cavalleria Rusticana, perché era il brano di apertura dei collegamenti di “Sorella Radio”, una trasmissione che andava in onda durante le terribili alluvioni del Polesine. Aggiornava sugli avvenimenti e sulle raccolte che venivano fatte – denaro, cibi, vestiario, ognuno contribuiva come poteva. Si percepiva il dolore di chi aveva perduto tutto e il grande cuore di tanta gente che divideva il poco che c’era con chi stava peggio. Forse non era tutto rose e fiori, ma le mie sensazioni di bambina erano quelle.
Al teatro dell’opera andavamo la domenica pomeriggio: Per prendere i biglietti ci ritrovavamo sotto il porticato del teatro il giovedì sera, all’uscita della “prima”. Venivano distribuiti dei bigliettini numerati scritti a mano. Passavamo tutta la note fuori del teatro, ma non c’era modo di annoiarsi perché i frequentatori della galleria (come noi) erano tutti melomani e non era strano che si cantasse tutti insieme, o si facesse un po’ di “gossip” sui cantanti. Poi alle 7 del mattino veniva dato il biglietto timbrato dal teatro e potevamo andare a casa… di corsa per la scuola! Era mamma che alle 10, all’apertura della biglietteria, andava a comperarli. Quando si spegnevano le luci c’era un momento – prima che entrasse il direttore d’orchestra – di un silenzio impressionante… sembrava quasi che il teatro stesso trattenesse il respiro per lasciare spazio soltanto alla musica! Era la stagione meravigliosa della Tebaldi e della Callas, di Di Stefano e Del Monaco… Mentre frequentavo le scuole medie venne una insegnante di musica per collaborare con i professori dando lezioni di pianoforte. Innamorata dell’arte di mamma ho voluto provare anche io, ma mi sono stancata quasi subito. Io mi divertivo a suonare ad orecchio e le lezioni di solfeggio e i primi esercizi (i martelletti….li odiavo!) mi levavano il gusto della musica… io volevo suonare e basta. Per orgoglio andai avanti tutto l’anno ed ho fatto bene: non sono diventata una pianista, ma ho imparato a “leggere” la musica ed a capirla. All’inizio delle superiori ogni anno venivano dall’A:GI:MUS a portare le tessere: per partecipare alle conversazioni e ai concerti (compreso l’ingresso gratuito alla prova generale dei concerti). Le conversazioni, praticamente lezioni di storia musicale e comprensione dei brani, si svolgevano all’auditorium della Rai che allora era al Foro Italico. Il primo anno questi incontri vennero tenuti da un musicista giovane, di una simpatia unica. Era chiaro, coinvolgente, anche divertente; riusciva a far capire ed amare la musica a tutti. Dove non arrivava con le parole si aiutava col suo magico strumento: un flauto traverso. Si chiamava Severino Gazzelloni. Mi commuove anche solo il ricordo! Qualche anno fa ho regalato i miei dischi di vinile – con un po’ di dispiacere – ma li ho messi in mani buone. Ora i CD sostituiscono anche le cassette. Ma lo stereo rimane spesso spento. Col passare del tempo mi sono resa conto che se non si apprezza il silenzio non si riesce a godere appieno della musica. Ora che tutta la vita- anche quella dei più piccoli – si svolge a ritmi frenetici, vorrei tanto che tutti avessero la possibilità di trovare dentro di sé quegli spazi di pace che la musica è capace di dare.
August 10 PerseidiSTELLE CADENTI
Chi non è mai stato col naso all’insù, durante le sere estive, alla ricerca delle stelle cadenti? Chi non ha mai espresso un desiderio, come se queste “stelle” potessero portarlo con sé nell’universo? La fantasia popolare le ha chiamate stelle cadenti, ma in realtà esse sono le scie luminose prodotte dal passaggio delle comete intorno al sole, che rilasciano piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere a causa del calore e del vento solare. Cadendo a velocità vertiginose risentono dell’attrito con l’atmosfera terrestre e producono scie tanto luminose da farle apparire simili a stelle. In realtà i “pezzi” più grandi pesano appena un decimo di grammo! La sorgente dello sciame delle Perseidi è la cometa Swift-Turtle. Questa cometa passa piuttosto lontana dalla terra, ma la sua lunga coda interseca l’orbita terrestre ogni anno in agosto. Quest’anno la concomitanza con la luna piena e, purtroppo oramai, l’inquinamento luminoso rendono difficile l’osservazione….. ma un’occhiata al cielo la darò ugualmente, potrei essere così fortunata da vedere una di quelle meravigliose scie attraversare il cielo davanti ai miei occhi, mentre dentro di me recito la struggente poesia di Giovanni Pascoli.
X AGOSTO
August 08 temporali!!!
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