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Ferdinando

Updated 8/19/2008
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Updated 12/29/2007
Updated 12/29/2007
August 20

arcobaleno

 

Arcobaleno

 

 

Il cielo è per me una fonte continua di emozioni.

Oggi mi hanno mandato una foto di uno dei doni più belli che la natura ci fa: un arcobaleno……

Nel guardarla incantata, ripetevo le parole di una poesia imparata da bambina, di Angiolo Silvio Novaro

 

 

arcobaleno 1

 

 

 

Non piove più! Sui prati,
sotto il raggio del sole,
tra l'erba luccicante
s'aprono le viole...

Le galline sull'aia
ritornano a beccare,
e i fanciulli garruli
riprendono a saltare.
Tra i nidi della siepe
l'azzurra vinca sboccia;
ad ogni fiore in seno
brilla una pura goccia.
L'aria odora di terra.
Su nel cielo sereno,
con sette bei colori,
brilla l'arcobaleno.

 

 

August 17

cielo

 

PENNELLATE D’AUTORE

 

 

Questa mattina nel cielo…..

 

 

pennellate d'autore

 

 

Buona domenica!

August 15

ricordi

 

RICORDI

 

 

Questo caldo mi fa restare spesso la sera, quando finalmente c’è un po’ d’aria, sulla poltroncina che c’è sul balcone. E’ buio, purtroppo non si vede nessuna stella, ma c’è abbastanza silenzio. E allora via con i ricordi…

Stanotte ho portato la radio per avere un po’ di musica di sottofondo e i ricordi sono presto venuti a galla, così, senza ordine, liberi ….

Io credo di essere cresciuta ascoltando musica, qualsiasi genere di musica.

Mamma aveva sempre la radio accesa, un sottofondo musicale alle faccende domestiche, forse per ripagarsi degli anni della guerra passati al buio, con le candele e il “lumino della misericordia” che si accendeva quando c’erano da fare i compiti e mamma cuciva per noi.

La luce arrivava solo a turni, una o due ore, per lo più in orari impossibili; allora veniva accesa la radio per ascoltare i notiziari.

La musica la facevamo noi: mamma si metteva al pianoforte e accompagnava i nostri canti. Cantavamo di tutto, dall’opera alle canzonette. Tutto serviva per allentare la tensione e la paura.

Poi le domeniche c’era il meraviglioso grammofono di nonna, a manovella, con le puntine dorate da maneggiare con cura perché con tanta facilità rigavano i 78 giri di vinile.

Io ascoltavo dalla sedia a dondolo, incantata.

Poi finalmente, a sei anni, il teatro dell’opera.

Mi portarono a vedere Hansel e Gretel di Humperdink: Da allora la mia passione non è più smessa.

La radio, negli anni ancora difficili del dopoguerra, ci teneva compagnia, dalle opere ai concerti, alle commedie e a qualche programma di varietà. La musica soprattutto ha fatto da colonna sonora a agli avvenimenti piccoli e grandi della vita.

Le poesie imparate adattandole a brani d’opera, le prime feste da ballo, con il pavimento cosparso di borotalco per “scivolare” meglio….

Per esempio – oltre alla bellezza del brano – mi commuove sempre l’ascolto dell’intermezzo della Cavalleria Rusticana, perché era il brano di apertura dei collegamenti di “Sorella Radio”, una trasmissione che andava in onda durante le terribili alluvioni del Polesine.

Aggiornava sugli avvenimenti e sulle raccolte che venivano fatte – denaro, cibi, vestiario, ognuno contribuiva come poteva. Si percepiva il dolore di chi aveva perduto tutto e il grande cuore di tanta gente che divideva il poco che c’era con chi stava peggio. Forse non era tutto rose e fiori, ma le mie sensazioni di bambina erano quelle.

 

Al teatro dell’opera andavamo la domenica pomeriggio: Per prendere i biglietti ci ritrovavamo sotto il porticato del teatro il giovedì sera, all’uscita della “prima”.

Venivano distribuiti dei bigliettini numerati scritti a mano.

Passavamo tutta la note fuori del teatro, ma non c’era modo di annoiarsi perché i frequentatori della galleria (come noi) erano tutti melomani e non era strano che si cantasse tutti insieme, o si facesse un po’ di “gossip” sui cantanti.

Poi alle 7 del mattino veniva dato il biglietto timbrato dal teatro e potevamo andare a casa… di corsa per la scuola!

Era mamma che alle 10, all’apertura della biglietteria, andava a comperarli.

Quando si spegnevano le luci c’era un momento – prima che entrasse il direttore d’orchestra – di un silenzio impressionante… sembrava quasi che il teatro stesso trattenesse il respiro per lasciare spazio soltanto alla musica!

Era la stagione meravigliosa della Tebaldi e della Callas, di Di Stefano e Del Monaco…

Mentre frequentavo le scuole medie venne una insegnante di musica per collaborare con i professori dando lezioni di pianoforte.

Innamorata dell’arte di mamma ho voluto provare anche io, ma mi sono stancata quasi subito.

Io mi divertivo a suonare ad orecchio e le lezioni di solfeggio e i primi esercizi (i martelletti….li odiavo!) mi levavano il gusto della musica… io volevo suonare e basta.

Per orgoglio andai avanti  tutto l’anno ed ho fatto bene: non sono diventata una pianista, ma ho imparato a “leggere” la musica ed a capirla.

All’inizio delle superiori ogni anno venivano dall’A:GI:MUS a portare le tessere: per partecipare alle conversazioni e ai concerti (compreso l’ingresso gratuito alla prova generale dei concerti).

Le conversazioni, praticamente lezioni di storia musicale e comprensione dei brani, si svolgevano all’auditorium della Rai che allora era al Foro Italico.

Il primo anno questi incontri vennero tenuti da un musicista giovane, di una simpatia unica. Era chiaro, coinvolgente, anche divertente; riusciva a far capire ed amare la musica a tutti.

Dove non arrivava con le parole si aiutava col suo magico strumento: un flauto traverso. Si chiamava Severino Gazzelloni.

Mi commuove anche solo il ricordo!

Qualche anno fa ho regalato i miei dischi di vinile – con un po’ di dispiacere – ma li ho messi in mani buone.

Ora i CD sostituiscono anche le cassette.

Ma lo stereo rimane spesso spento.

Col passare del tempo mi sono resa conto che se non si apprezza il silenzio non si riesce a godere appieno della musica.

Ora che tutta la vita- anche quella dei più piccoli – si svolge a ritmi frenetici, vorrei tanto che tutti avessero la possibilità di trovare dentro di sé quegli spazi di pace che la musica è capace di dare.

 

rigo musicale

 

 

August 10

Perseidi

 

STELLE CADENTI

 

 

perseide

 

 

 

Chi non è mai stato col naso all’insù, durante le sere estive, alla ricerca delle stelle cadenti?

Chi non ha mai espresso un desiderio, come se queste “stelle” potessero portarlo con sé nell’universo?

La fantasia popolare le ha chiamate stelle cadenti, ma in realtà esse sono le scie luminose prodotte dal passaggio delle comete intorno al sole, che rilasciano piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere a causa del calore e del vento solare.

Cadendo a velocità vertiginose risentono dell’attrito con l’atmosfera terrestre e producono scie tanto luminose da farle apparire simili a stelle. In realtà i “pezzi” più grandi pesano appena un decimo di grammo!

La sorgente dello sciame delle Perseidi è la cometa Swift-Turtle. Questa cometa passa piuttosto lontana dalla terra, ma la sua lunga coda interseca l’orbita terrestre ogni anno in agosto.

Quest’anno la concomitanza con la luna piena e, purtroppo oramai, l’inquinamento luminoso rendono difficile l’osservazione….. ma un’occhiata al cielo la darò ugualmente, potrei essere così fortunata da vedere una di quelle meravigliose scie attraversare il cielo davanti ai miei occhi, mentre dentro di me recito la struggente poesia di Giovanni Pascoli.

 

 

swift-tuttle

 

 

X AGOSTO

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

 

 

August 08

temporali!!!

 

PREVISIONI DEL TEMPO

 

 

Bollettino meteo:

Per venerdì sono previsti rannuvolamenti anche intensi e probabili temporali.

Finalmente ci sarà un po’ di fresco!!!!!

 

 

 

temporale in vista

 

 

Sarà!....... ci credo poco!!!

 

 

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Benvenuto nel mio Spaces!
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    La pagina di Nonnatuttua
    August 20 11:46 PM
     
    P.S. I fiori ballerini sono superfantastici!!!!!!!
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    La pagina di Nonnatuttua
    August 20 11:45 PM
     
    Bella vero la ricetta originale? Spero di trovare gli ingredienti giusti..... Io non l'ho mai fatto il pesto, speriamo bene!!!!!
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    la carla fracci della cucina
    August 20 11:18 PM
    cara fausta, mi sono copiata la ricetta del pesto alla genovese, so farlo, ma quella è originale ed allora.....
    spero non ti dispiaccia, in compenso ti lascio dei  fiori  per te, per ringraziarti
    notte bella
     
     

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    orchidea60
    August 19 1:07 PM



    INGREDIENTI PER CONDIRE 600 GR. DI PASTA
    Basilico (Ocimum Basilicum) - 4 mazzetti di foglie di basilico fresco
    Il Basilico deve essere quello che presenta i requisiti qualitativi e varietali previsti dal Disciplinare che regola il corretto uso della denominazione "basilico genovese", sia utilizzato direttamente, sia in alternativa quale componente di un semilavorato composto da basilico genovese, fresco o conservato, olio extravergine di oliva di produzione ligure o ottenuto in regioni italiane contigue.

    Olio extravergine di oliva - 1 bicchiere
    Deve essere di origine ligure o prodotto in regioni italiane contigue e deve corrispondere ai requisiti del regolamento 796/02/ CEE.

    Formaggio grattugiato - 3 cucchiai di parmigiano e 3 di pecorino
    Deve appartenere alle tipologie DOP "Parmigiano Reggiano" o "Grana Padano" o alla tipologia "Pecorino" (romano, toscano, sardo o siciliano).

    Aglio
    - 2 spicchi
    Quello tradizionalmente utilizzato.

    Pinoli - 1 cucchiaio
    Ottenuti da Pinus pinea devono essere prodotti nell'area mediterranea.

    Noci (facoltative)
    Ottenute da "Juglans regia" devono essere di origine europea

    Sale grosso - qualche grano

    PREPARAZIONE DEL PESTO ALLA GENOVESE
    Per fare il vero Pesto alla genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello in legno, tanta diligenza e pazienza.

    La prima ricetta scritta del pesto che ci è giunta risale alla metà dell'800 e da allora, salvo sbrigative profanazioni nella tecnica d'esecuzione, non è cambiata. Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda quattro mazzi di basilico, naturalmente genovese, e poi metterli ad asciugare su un canovaccio, nel frattempo nel mortaio si deve pestare uno spicchio ogni trenta foglie di basilico, la ritualità sta anche nelle dosi.

    L'aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo…insomma non può mancare! E non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano. A questo punto, ma non tutte insieme (sono merce preziosa non erbetta qualunque!), vanno aggiunte le foglioline e si inizia con un dolce movimento rotatorio e prolungato a pestarle nel mortaio.

    Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le profumate foglioline. Il suono del pestello di legno contro i bordi del mortaio accompagnerà il nostro lavoro.

    Quando il basilico stilerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata. I pinoli che ammorbidiranno e amalgameranno la salsa, le regaleranno quel bouquet gentile che fa da contraltare all'aglio, sono un di più, il tocco d'artista. Quelli di qualità migliore sono nazionali e, naturalmente, sono più cari, ma in questa occasione vogliamo sfatare il mito della parsimonia dei genovesi e sceglieremo per il meglio, d'altronde i pinoli sono presenti in tutte le nostre ricette importanti.

    E' giunto il momento dei formaggi: parmigiano reggiano e pecorino sardo, entrambi DOP, adeguatamente stagionati. Ed infine l'olio extravergine d'oliva, versato a goccia, naturalmente italiano dal sapore non particolarmente aggressivo, non particolarmente intenso, ideale per sposare tutti gli ingredienti senza sopraffarli.

    Un'ultima raccomandazione:
    la lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione. A questo punto il pesto è pronto e può essere utilizzato per condire le troffie, le trofiette, le trenette avvantaggiae, i mandilli de saea, veri must della nostra cucina, e perfezionare il minestrone.

    Oggi, nell'era della fretta, per fare il pesto si usa anche il frullatore, ma la migliore soluzione è sempre quella... "all'antica" !!!
    eccola è quella originale,buon lavoro e buon pranzo!!!!!
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