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10月30日 fiorentinità
FIORENTINITA’
Io non ci riesco…. Mi fa così rabbia una delle mie figliole, fiorentinaccia, che riesce a dirlo velocissimamente….
Tito, tu t’a ritinto i’ tetto ma tu’n t’intendi tanto di tetti ritinti
…. Ricordo quando lo diceva Tognazzi in Un, due, tre, un divertente programma con Vianello…
Va detto tutto d’un fiato… vi riesce?
10月29日 cantoCanto nazionale Yoruba Nigeria
Quando il gallo canta
10月26日 notte articaNOTTE ARTICA
Dopo aver parlato dell’ora legale e dei disturbi che il cambio di orario provoca in alcuni di noi, ho trovato questo post nel blog di un amico “girovago” che ultimamente ha vissuto parecchio tempo alle isole Svalbard – Polo Nord: http://verso-nord.blogspot.com/ …… mi sono fatta una risata…. Come è piccolo il mio orizzonte!!!
“Siamo talmente abituati a vivere il giorno e la notte che sembra impossibile che l'alternarsi della luce e del buio non avvenga in tutto il mondo quotidianamente, ma vi sono luoghi ove l'alternarsi del giorno e della notte dura dei mesi. Forse è per questo che mi affascina il fatto di vedere qualcosa di molto particolare, capire quali possono essere le differenze a vivere in queste condizioni, cosa cambia nella nostra vita a vivere per dei mesi al buio e per dei mesi sotto il sole. Ed anche oltre il periodo di buio od il periodo di luce, vi sono quei periodi intermedi quei mesi dove il sole non appare all'orizzonte, ma il giorno è inondato di luce. Alle isole Svalbard la luce incomincia ad arrivare a Febbraio per pochi minuti al giorno, già a fine febbraio le ore di luce sono tante, ma ancora il sole non si vede; si vedrà spuntare il sole l'8 marzo e quel giorno il sole apparira per pochi minuti, ma appena un mese dopo la luce non lascerà piu spazio al buio.”
10月25日 torna l'ora solareORA SOLARE
Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre l'Italia spostera' le lancette degli orologi un'ora indietro per passare, dopo 7 mesi di ora legale, all'ora solare Il ripristino dell'ora solare nella notte tra sabato e domenica, sara' tutt'altro che una passeggiata per il nostro organismo. Lo conferma uno studio condotto dal dottor Till Roenneberg, dell'universita' Ludwig-Maximilians di Monaco, pubblicato sulla rivista "Current Biology". L'orologio biologico utilizza la luce solare per sincronizzare i ritmi dell'organismo a quelli ambientali e per regolare il ciclo sonno/veglia. Gli studiosi hanno appurato che con l'ora solare gli individui tendono ad allineare l'ora del risveglio con l'alba, cosa che non avviene con l'ora legale. Comunque normalmente il ritorno all’ora solare non crea problemi grossi come l’ingresso nell’ora legale. Ci sono però persone che ne risentiranno parecchio: chi lavora di notte avrà una nottata lunghissima… vivrà due volte la stessa ora!!!
10月23日 la svegliaHo letto questo breve e delicato racconto di Tonino Guerra e mi piace farlo conoscere anche a voi…
LA SVEGLIA
Un povero mercante arabo aveva da vendere soltanto una sveglia, che teneva in mostra sopra un tappeto polveroso. Per diversi giorni si accorse che una vecchia si interessava alla sveglia. Era una beduina appartenente a una di quelle tribù che si muovono col vento.
(Tonino Guerra – da “Il polverone”)
10月22日 una serata semplice
UNA SERATA SEMPLICE
Spesso le cose decise senza tanti preamboli risultano le più belle. Qualche sera fa arrivo a casa di mia figlia, dopo una “puntatina” a Pisa, al pisabookfestival – e mi dicono che siamo a mangiare con “i signori di sopra”. A meno che non si abiti all’attico, in ogni palazzo ci sono “i signori di sopra”. I loro sono Luciano e Tina, due persone davvero molto care. Per me che sono lontana ( Firenze-Livorno non si fa in dieci minuti…) è un piacere sapere che ci sono persone che – in casi di emergenza – si prendono cura dei bambini.. Il signor Luciano questa mattina è andato a pescare polpi e la signora Tina li ha cotti e ne ha fatto una squisita insalata Da parte nostra si è messo in azione Antonio, mio genero, che, lasciando da parte il bisturi, ha indossato le vesti del cuoco…. anzi, meglio, del pizzaiolo.
Impasta con energia e mette la pasta al caldo…. Dopo un’oretta o poco più la pasta, gonfiandosi, ha riempito l’insalatiera in una palla soffice e leggera.. Ha mille richieste, Matteo la vuole con il pomodoro e il mais, Ilaria la fa preparare con il pomodoro
poi ci aggiunge lei il prosciutto cotto, si fanno col tonno e cipolla, con gli asparagini di campo, che Tina mette sott’olio…, con acciughe e capperi, poi miste.. con tutto quello che ci si può mettere sopra….
Il forno va a tutta birra e la casa si riempie di un profumino delizioso…
Visto che siamo in tanti e la lavorazione delle pizze ha impegnato tavolo e ripiani.. si decide di andare a mangiare “al piano di sopra”…. Ecco! Mi dispiace…. La macchina fotografica all’ultimo e nello spostamento è rimasta...... al piano di sotto! Non posso farvi vedere l’allegra tavolata, la squisita insalatina di polpo né la stupenda torta alla meringa che ha concluso il pasto…. Ma vi assicuro che era tutto squisito e che c’è stata tanta semplice allegria….davvero una bella serata! La prossima volta – perché si rifarà – prometto di portare la macchina fotografica e fare tante foto…
10月15日 per FabioUna favola per Fabio
Dov’è finito l’arcobaleno?
Dietro le finestre chiuse i bambini dello stabile di via Corazzi stanno guardando il temporale che imperversa sulla città. Tuoni, fulmini, un vento fortissimo e pioggia, tanta pioggia violenta e forte che sta spazzando via ogni cosa dal loro giardino: gli alberi stanno perdendo tutte le foglie, il prato è diventato un lago di fango, ma – peggio di tutto – lo scivolo si è rovesciato e l’altalena si è staccata e si è rotta e sul campo di pattinaggio sono caduti dei rami spezzati… una vera tragedia!!! E non sembra neppure che voglia finire! Il cielo è ancora carico di nuvoloni neri, gonfi e bassi che sembra quasi di poterli toccare… Con i nasini attaccati ai vetri i bambini guardano questa burrasca che sta distruggendo il loro campo di giochi…. Quanto ci vorrà perché tutto torni a posto e si possa scendere di nuovo a riempire quel bel parco di risate e grida, di corse e salti! La voce dei tuoni si sta facendo sempre più lontana, sta diventando solo un brontolio… La pioggia è diminuita, ora è una pioggerellina fine fine, come se qualcuno stesse chiudendo il rubinetto su nel cielo… E finalmente un raggio di sole tra le nuvole… Ed ecco, davanti a quei visetti che ricominciano a sorridere, apparire un enorme arcobaleno: la tempesta è finita… Ma… cosa sta succedendo? Quell’enorme arcobaleno non rimane nel cielo… sta scendendo giù, sempre più giù… Gli occhi dei bambini sono sempre più grandi e le bocche si stanno spalancando per la sorpresa… Eccolo lì… proprio nel loro giardino! In ogni casa si alza una domanda: posso scendere? La cosa è tanto strana che le mamme non pensano più alle scarpe che si sporcheranno, ai vestiti che si schizzeranno di fango, ai raffreddori …. Uno sfarfallìo di bimbi è sceso a guardare quella meraviglia… Si avvicinano piano… l’arcobaleno è lì.. lo possono toccare con le loro manine “Forza!” – sembra dire – “venite a giocare… salite su questo bel ponte”.. Dopo un istante ( ma proprio uno solo!!!) di titubanza i bambini salgono, uno dopo l’altro… Che bello!! Poi, quando sono in cima c’è da fare uno stupendo scivolo per tornare a terra… I bimbi corrono per poter godere di quel divertimento il più possibile…. Si fermano un attimo per riprendere fiato e in quel momento l’arcobaleno si gira: ecco, è diventato una enorme altalena colorata! Possono dondolarsi tutti insieme … che allegria nel giardino!!!! Chi si lascia cullare, chi corre sotto, passando attraverso i colori…. Nessuno dei bambini, occupati come sono, si è accorto che i nuvoloni sono spariti…. L’ultimo nuvolone se ne va e torna a splendere un bel sole, ma….. Dove è finito l’arcobaleno? I nuvoloni l’hanno portato via con sé, andrà a dare gioia a grandi e piccini di qualche altro luogo…. C’è un po’ di delusione tra i bambini, si stavano divertendo così tanto!! Per rasserenarli alcuni genitori fanno loro una promessa: domani stesso rimetteranno a posto tutti i loro giochi e il giardino tornerà anche più bello di prima….
10月14日 arabeschi10月10日 Barchette
BARCHETTE
Ho letto oggi un racconto che terminava con queste parole:
“E un giorno il vecchio marinaio, dopo avere toccato tutti i porti a lui accessibili, si ritirerà ancora una volta sulla sua torre e guardare con sorriso malizioso, tutte le barchette di naviganti alla ricerca di nuove storie e avventure che a loro volta racconteranno”.
Queste parole mi hanno fatto ritornare in mente una manifestazione svoltasi pochi giorni fa qui a Firenze. Mi ero ripromessa di raccontarla….
Progetto “CARTA BIANCA”
Il 2 ottobre, giorno dedicato a S. Francesco, patrono d’Italia, l’Arno è stato il palcoscenico di uno spettacolo quanto mai garbato e fantasioso: un’invasione pacifica ed ecologica … Tra il Ponte Vecchio e il Ponte alla Carraia l’artista Nicoletta Boris ha fatto navigare nelle acque del fiume, 100 barchette di carta. Queste barchette, lunghe un metro, sono state realizzate da Nicoletta – alcune davanti agli occhi dei numerosi e divertiti spettatori,- prima dell’inizio della manifestazione – usando la tecnica più tradizionale che tutti conosciamo … piegando il foglio fino ad ottenere la forma desiderata. La carta usata era un po’ particolare. Perché potesse resistere all’acqua, era stata plastificata con un sostanza chiamata “Mater-Bi”, un amido ci mais totalmente biodegradabile che è stato fornito all’artista da un consorzio fiorentino specializzato nel recupero ed il riciclaggio di carta e cartoni. Alla fine del loro viaggio le barchette sono state asciugate ed esposte al pubblico sul greto dell’Arno presso il “Circolo canottieri Firenze”. Successivamente le barchette saranno messe all’asta per una raccolta di fondi per beneficenza.
In un’era tecnologica come quella in ci viviamo, questa artista è riuscita ad “inventare” una manifestazione semplice, naif, ma di grande impatto. Con la semplicità di una barchetta di carta è riuscita a mostrare e dimostrare la possibilità di utilizzare la tecnologia della plastificazione servendosi di sostanze che rispondano perfettamente alle necessità dell’ecologia, alla cura della Madre Terra.
10月9日 dopo la pioggiaPOESIA
Ogni giorno ricevo dalla libreria “La cicala” di Merate (MI) una poesia. Stamani ho trovato questa, che mi è piaciuta tanto da volerla far conoscere anche ai miei amici. Consiglio a chi vive da quelle parti di andarla a visitare: è una libreria per ragazzi ma che piace moltissimo anche ai “grandi”, un concetto molto nuovo di libreria, con tante attività, con tanti interessi. Per dare un’occhiata: www.lacicalalibri.it
Dopo la pioggia
Dopo la pioggia la terra
da “Come un’allegoria” di Giorgio Caproni
10月8日 vivere
Ho preso questa frase così vera, dal blog della mia amica argentina Monik:
Il mestiere che ha bisogno del più lungo apprendistato è il mestiere di vivere
Si va avanti con gli anni… ma, volendo, c’è sempre da imparare qualcosa!
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10月6日 VorreiIL MONDO CHE VORREI
Il mondo che vorrei 10月4日 S: Francesco4 ottobre San Francesco d’Assisi
Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria et l’honore et omne benedictione. A te solo, Altissimo, se konfanno Et nullo homo ene digno te mentovare. Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messer lo frate sole, lo quale è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: De te, Altissimo, porta significatione. Laudato s’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’hai formate clarite et preziose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento Et per aere et nubilo et sereno et omne tempo, per lo quale alle tue creature dai sostentamento. Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et umile et preziosa et casta. Laudato si’, mi’ Signore per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte; et ellu è bellu et iocundo et robustoso et forte. Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori et herba. Laudato si’, mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengono infermitate et tribulatione. Beati quelli ke le sosterranno in pace Ka da te, Altissimo, saranno incoronati. Laudato si’, mi’ Signore Per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente po’ skappare. Guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le sue santissime volutati, ka la morte seconda nol farà male. Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate Et servitelo cum grande humilitate
giuggiole
FRUTTI D’AUTUNNO - 2
Eccole qui queste altre delizie che ci regala l’autunno! piccole, semplici, umili così, a vederle, non ti viene voglia neppure di assaggiarle sembrano più noccioli che un frutti… eppure quando ci provi ne senti il gusto asprino, come di piccole mele sempre più dolci, man mano che maturano non te le mettere accanto le finiresti senza accorgertene…
le giuggiole
10月1日 PREGHIERAUN AMICO: PRONZATO
Sulla parete di fronte alla scrivania C’è una serie di quadretti. Non c’è un criterio particolare che ne ha stabilito la destinazione. Sono piccole cose che ho riportato dalle scorribande nei mercatini, qualche vecchia foto, qualche frase per me molto significativa – che è diventata un po’ il leit motiv del mio essere, man mano che passavano gli anni e bisognava fare i conti con questo scorrere del tempo senza farsi prendere né dal panico né dalla malinconia.. Questo è uno, ed è proprio davanti agli occhi, nel caso dovessi dimenticarmene!
Che non mi affezioni alle mie idee come un avaro al suo gruzzolo, ma ne controlli frequentemente la validità e, soprattutto, la "convertibilità". Aiutami a non prendermi troppo sul serio, a sorridere dei miei successi come dei miei fiaschi. Fammi guardare con simpatia a ciò che fanno gli altri, specialmente se tentano qualcosa cui io non avevo mai pensato, oppure si avventurino in territori dove io non mi sono mai arrischiato. Che sappia comprendere più che giudicare. Apprezzare più che condannare. Incoraggiare più che diffidare. Fa ch'io resista alla tentazione di "raccontarmi". Fammi capire che è importante ciò che faccio oggi, non ciò che ho fatto dieci anni fa. E che gli altri hanno il diritto di avere da me ciò che sono, non ciò che sono stato. Signore, impedisci che faccia l'abitudine a me stesso, a quel me stesso solito che conosco anche troppo bene e che ormai tendo ad accettare o sopportare come si accetta o sopporta un vecchio conoscente. Devo "sorprendermi". Devo obbligarmi, ogni giorno, a riconoscermi nuovo, diverso, inedito. Devo accettarmi "altro". Devo esplorarmi al di là dei confini abituali. Devo accoglirmi inaspettato. Devo frequentarmi insolito"
Beh! Ogni tanto non so resistere alla tentazione e qualche strappo alla regola lo faccio…. Ma ci sorrido sopra!
bontà d'autunnoBONTA’ D’AUTUNNO
Oggi una carissima amica mi ha portato queste stupende mele cotogne. Le ho messe insieme alla melagrana che avevo comperato ieri, come faccio sempre all’inizio dell’autunno per portare in casa il suo colore e la sua bellezza. Ho sempre amato la mela cotogna, da quando a scuola – sessant’anni fa - la classica merendina era, quasi per tutti, il cubetto di cotognata…!! Questo strano frutto, un po’ mela e un po’ pera - il suo nome ufficiale è “Cydonia Vulgaria” – fa parte della famiglia delle rosacee e viene dal Medio Oriente. Era considerato il frutto di Venere ed era il simbolo dell’amore e della fecondità. Quando è così verde la buccia è coperta da una leggerissima peluria che la sembrare di velluto, e fa venire voglia di accarezzarla. Maturando prende un bel colore dorato. E’ uno dei regali più “sani” dell’autunno Sarebbe un frutto “da dieta” dato il suo scarsissimo apporto calorico, ma il suo gusto aspro fa sì che facilmente si mangia cotta o meglio sotto forma di gelatina o marmellata…. e va addolcita con zucchero o miele. Resta comunque ottima sotto tutti i punti di vista.
La melagrana – Punica granatum – è il frutto del melograno che invece viene dalla Persia ed è molto diffuso nei climi caldi o temperati. Dentro la sua scorza rossa e coriacea contiene come in uno scrigno i semi rossi e succosi, che hanno un sapore leggermente acidulo ma molto aromatico. Questo frutto, che è citato anche nella Bibbia, era molto apprezzato da ebrei, egizi, fenici, greci e romani. Parecchi anni fa veniva utilizzata anche la buccia interna per ricavarne cuoio. Ha poco valore alimentare, è soprattutto buona per impreziosire alcuni piatti, dando un gusto un po’ asprino e un grande gusto estetico…. Con il succo si prepara la granatina…. E se ripenso alle “grattachecche” gustate da piccola a Roma (che allora si facevano solo con lo sciroppo di granatina) mi viene ancora l’acquolina in bocca!!! Qui a Firenze, nella galleria degli Uffizi, si può ammirare la melagrana più bella e più vista, immortalata da Sandro Botticelli…..
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