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10月31日 ZrcadloHO CONOSCIUTO GIANFRANCO - Zrcadlo
Non credete a quello che racconta!!! E’ un ragazzo piacevolissimo, dal viso aperto e un sorriso accattivante…. Abbiamo passato insieme forse un’oretta – non ho guardato l’orologio – e mi sembrava di conoscerlo da sempre….come gli amici delle mie figlie che ho visto crescere …. C’era affetto sincero e una bella condivisione di pensieri……………. con buona pace di quelli che non credono possibili le amicizie tra bloggers e tra persone di età così diversa…
10月25日 Li-T'Ai-PoLi- T’Ai- Po
Nei miei viaggi nella poesia ho incontrato questo poeta cinese che mi è piaciuto tantissimo: Li Po è stato un poeta cinese considerato tra i massimi della Dinastia Tang Viene chiamato anche l'immortale caduto e l'immortale poeta Li Po è conosciuto per l'esuberante immaginazione visiva, il desiderio di distacco dalla mondanità, per gli elementi taoisti nelle sue poesie e per la gran passione per l'alcol, spesso cantata. Egli cattura un momento, una sensazione particolare, riuscendo però a farne una categoria dell'anima, adatta a molte situazioni, in cui ci si possa facilmente rispecchiare: Come il più giovane poeta Du Fu passò gran parte della sua vita viaggiando. La leggenda vuole che sia morto annegato nel Chang Jiang cadendo dalla barca mentre, ubriaco, tentava di prendere la luna riflessa nelle acque. 床前明月光, Ecco due sue poesie... Tre cinque sette parole Leggero vento autunnale Lucente luna d'autunno Le foglie cadute si ammonticchiano e poi vanno distanti Il corvo si accoccola e poi si agita E quando ti penso vorrei conoscere il giorno in cui potrò rivederti In questo momento, in questa notte, difficili sono i sentimenti Incisione su un monastero montano Bivacco notturno al monastero sui monti La pioggia nel pinetoAscolto la pioggia che batte sui vetri e mi trovo a recitare questa poesia…..
LA PIOGGIA NEL PINETO di Gabriele D’Annunzio
Taci. Su le soglie del bosco non odo secondo la fronda
10月20日 Sarei giàQuesta mattina, sul blog Zolfo & Mercurio dl mio carissimo Marco ho trovato questa splendida poesia e l’ho voluta dividere con voi……
SAREI GIÀ ANDATO LONTANO
tanto lontano quanto è grande il mondo,
se non mi trattenessero le stelle
che hanno legato il mio al tuo destino,
così che solo in te posso conoscermi.
E la poesia, i sogni, il desiderio,
tutto mi spinge a te, alla tua natura,
e dalla tua dipende la mia vita.
(Johann Wolfgang von Goethe)
Jean FolonJean Michel Folon (Uccle, 1 marzo 1934 – Principato di Monaco 20 ottobre 2005)
Ho “incontrato” Jean Folon alla grande Mostra al Forte Belvedere, a Firenze, nel 2005, poco tempo prima della sua morte. Vi erano esposti i suoi straordinari acquerelli e le sue sculture.
Girare nello splendore del Forte circondata dalla magia, dalla leggerezza, dalla vivacità dei colori, dalla fantasia delle sculture è stato come iniziare un viaggio nella sua terra e nel suo cuore, che mi ha fatto innamorare delle sue opere.
Deciso a percorrere la strada dell’arte, Folon aveva abbandonato il Belgio quando aveva appena 20 anni per andare a Parigi dove aveva conosciuto Picasso e i surrealisti, ma non vi aveva trovato successo. Lo trovò invece negli Stati Uniti dove cominciò a disegnare copertine per la rivista “New Yorker”. Da allora gli si aprirono le porte di tutti i più importanti musei.
I protagonisti delle opere di Folon sono gli omini sottili e stilizzati, la nave, gli uccelli dalla tipica forma, le città blu o le chitarre, la mano, una mano sottile, elementi teneri e surreali che incantano per la delicatezza del tratto e il gusto dei colori.
La sua produzione copre un numero esteso di generi, dai manifesti pubblicitari ai film di animazione e ai francobolli, dall’illustrazione di libri al passaporto dei diritti umani che ha illustrato per Amnesty Intrnational, alla sua campagna di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente.
I suoi disegni sembrano impalpabili, leggeri….la sua scultura invece è più corposa: i suoi omini si trovano in varie parti del mondo. A Milano c'è "L'uomo sulla panchina"
A Firenze – a cui era legato profondamente – ha lasciato due delle sue sculture, due fontane: “L’omino con l’ombrello”, una figura in bronzo dal cui partono fili di acqua che formano proprio la cupola di un ombrello sotto la pioggia, che si trova davanti al Saschall
e “L’homme de la Paix”, con il tipico uccello sulla mano , ch si trova alla Fortezza da Basso.
Ma famosissimo è anche “La mer” che si trova a Knokke, dove da bambino passava le vacanze, un omino seduto davanti al mare che ad ogni marea lo copre o l’omino seduto sulla valigia, simbolo del “viaggio”…
Nel 2000, nel cuore del Parco Solvay, a La Hulpe, dove ha vissuto la sua infanzia, Folon ha creato la “fondazione Folon”, il museo che racchiude oltre 300 opere, in una cornice fantastica ed originale. Ho trascorso qui la mia infanzia” aveva detto “e la scelta mi parve del tutto naturale. Ho sempre amato questo posto magico”. E stupisce e ammalia ciò che si cela al di là della porta che apre le stanze del museo che rappresenta una copertina di libro: da lì inizia un viaggio…il viaggio che spesso ricorre nella sua opera…è come se Folon aprisse il libro della sua vita per raccontarsi pagina dopo pagina……
10月16日 16 ottobre 2009 16 Ottobre 2009.
Oggi ricorre la giornata mondiale dell'alimentazione promossa dalla FAO.
L'EVENTO QUEST'ANNO E' INCENTRATO SUL TEMA "LA SICUREZZA ALIMENTARE IN TEMPI DI CRISI".
10月12日 Julia la farfallaJulia, la farfalla…
Il 9 settembre, presso l’Orto Botanico di Firenze, tra gli alberi secolari che lì vivono, c’è stata una bellissima conferenza di Julia Hill, conosciuta col soprannome di Butterfly, la giovane ragazza che per 2 anni e 6 giorni ha vissuto su una sequoia millenaria - che lei ha chiamato Luna - per poterla salvare dalle motoseghe delle multinazionali del legname. Julia oggi ha 34 anni e gira il mondo per raccontare la sua storia, ma soprattutto per sensibilizzare al rispetto degli alberi, e della natura in generale. Per opporsi al taglio delle sequoie andò a vivere sulla piccola piattaforma di legno a 56 metri nonostante il freddo, la fame e le condizioni durissime. Julia poteva continuare a fare surf come le sue coetanee californiane, invece poco più che ventenne mise a repentaglio la sua vita per salvare quella di una sequoia e dell’intera foresta millenaria che stava per diventare legname per camini.
A vederla non diresti che è proprio lei l’ecoterrorista più famosa del mondo. Una graziosissima giovane, snella, capelli corti e piedi scalzi anche in città, “come quando era su” Racconta di come è stata drammatica la sua lotta: una battaglia quotidiana contro il freddo, la fame, le tempeste violentissime, il rombo minaccioso degli elicotteri sopra la testa e delle motoseghe sotto di lei. Ma anche la paura, la solitudine, il disagio di restare in una piattaforma di un metro e mezzo per due, le febbri e la malattia ai reni. Julia spiega di aver scritto il libro-diario dettando al registratore le sue paure e le sue poesie, le sue giornate piene di interviste, lettere e arrampicate sui grandi rami intorno alla sua piccola piattaforma. Dice con molta semplicità: “ci si abitua a tutto, anche a mangiare cous cous e frutta secca, a lavarsi con le spugnature di acqua piovana e ad andare in bagno in un secchio foderato da una busta”. Quello che l’ha aiutata è stato il fatto di avere uno scopo importante: salvare qualcun altro, salvare Luna e la foresta”. “Luna mi è rimasta nel cuore, continuo le battaglie ecologiste, e lavoro per i diritti dei nativi americani e contro la pena di morte negli Stati Uniti”.
E’ deliziosa da ascoltare… semplice ed umile, non si ritiene una persona che ha fatto una cosa eccezionale…..anzi! E’ come se non fosse mai scesa dalla sua sequoia e passa nella vita proprio come una farfalla (fin da bambina ha avuto con loro un rapporto particolare), volando al di sopra della banalità e delle convenzioni…. Al termine della conferenza (che è durata un’ora in più del previsto a causa delle mille domande che le venivano poste – con grande pena del custode che non riusciva a chiudere il Giardino….) sono state mandate alcune musiche delle piante elaborate dal Damanhur insieme ali studiosi dell’Orto Botanico.
Mani magicheMANI MAGICHE
Le mani di Itzhak Perlman in un brano di Bazzini
Mani magicheMANI MAGICHE
Le mani di Arturo Benedetti Michelangeli in una ballata di Chopin
10月4日 Mercedes SosaMERCEDES SOSA
Oggi, all’età di 74 anni, in un ospedale di Buenos Ayres, è morta Mercedes Sosa.
Mercedes Sosa è stata la più grande artista della musica popolare latino americana ed è diventata il simbolo della lotta contro la dittatura e per i diritti civili in Argentina. La chiamavano la "cantora popular" Nelle sue canzoni sono sempre presenti la denuncia e la protesta per le ingiustizie sociali.
In 60 anni di carriera ha attraversato diversi Paesi nel mondo, condiviso la scena con prestigiosi artisti e lascia un'enorme eredità artistica.
In questo video dedica la canzone a Violeta Parra, cantante, poetessa e pittrice cilena - a lei si deve l’opera di recupero e diffusione della tradizione popolare cilena - autrice di Gracias à la Vida
cantico delle creatureIL CANTICO DELLE CREATURE
di San Francesco d'Assisi
10月3日 4 ottobre4 ottobre - S.Francesco d'Assisi
Santa Maria degli Angeli
Frate Francesco, quanto d'aere abbraccia
(Giosuè Carducci, dalle Rime nuove)
10月2日 World March
La Marcia Mondiale parte dalla Nuova Zelanda oggi 2 Ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dalle Nazioni Unite “Giornata internazionale della Nonviolenza”. Si concluderà il 2 gennaio 2010 sulle Ande argentine, in località Punta de Vacas, ai piedi del monte Aconcagua. Durante questi 90 giorni passerà per più di 90 paesi e 100 città dei cinque continenti. Coprirà una distanza di 160.000 km. Alcuni tragitti saranno percorsi via mare o in aereo. Attraverserà tutti i climi e le stagioni, dall'estate torrida delle zone tropicali e desertiche all'inverno siberiano. Le tappe più lunghe saranno quella asiatica e quella americana, entrambe della durata di un mese. Una equipe base permanente di cento persone di diverse nazionalità farà il percorso completo.
“Ci mettiamo in marcia, percorrendo il mondo intero, per rafforzare la voce che reclama un mondo umano. Non possiamo più vedere la sofferenza del nostro prossimo. Noi non vogliamo più guerre. Queste aggressioni le sentiamo in noi stessi. Nella nostra coscienza si è generato un cambiamento e non si può più tornare indietro. È necessario smantellare le armi di distruzione di massa, così come riconvertire un sistema economico che produce povertà, discriminazione e morte. È necessario salvaguardare la vita per costruire un mondo di pari diritti e opportunità per tutti. Saremo migliaia, saremo milioni e il mondo cambierà.”
(Dal Manifesto della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza)
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