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    April 30

    QUALE è LA BESTIA?

     

    SENZA PAROLE

     

    VIENNA - "Ha ammesso di aver tenuto segregata la figlia per 24 anni e di essere il padre dei 7 bambini”

    Rischia l’ergastolo Josef Fritzl, il 73enne austriaco accusato di aver tenuto segregata per 24 anni la figlia Elisabeth, e di averla costretta a partorire sette figli-fratelli, frutto dell’incesto. Ma la prigione a vita sarebbe l’eventuale conseguenza del reato (se provato) di omicidio per omissione di soccorso di uno dei sette bambini: uno dei due gemelli che nacquero nella primavera del 1996, morto ancora neonato; il corpicino fu bruciato dal padre in una fornace. A parlare di ergastolo è il portavoce della procura di Sankt-Poelten.

    La seconda accusa in ordine di gravità è lo "stupro con conseguente gravidanza", da 5 a 15 anni di reclusione. L’incesto rappresenta un’aggravante e non un reato a se stante.  Quanto al sequestro di persona, terzo capo di imputazione, è passibile di 10 anni di carcere. Ma le pene non sono cumulabili. Josef Fritzl ieri si era detto colpevole di sequestro di persona e di stupro, e aveva ammesso anche la nascita di sette bambini, la morte di uno di loro e la distruzione del cadavere. Però, di fronte al giudice istruttore, ha scelto il silenzio.

    I risultati dell'esame del Dna hanno intanto confermato che Josef Fritzl è il padre dei sei bambini avuti dalla figlia Elisabeth, incastrando definitvamente l'uomo.

     

    AMORE MATERNO

     

    Un piccolo canguro albino è nato nello zoo di Tashkent, capitale dell'Uzbekistan.

    La mamma si prende cura di lui con una tenerezza infinita......

     

    02canguroalbino

     

    SENZA PAROLE........

     
    April 25

    resistenza

     

    -25 Aprile -

     

     

    Lo avrai
    camerata Kesselring
    il monumento che pretendi da noi italiani
    ma con che pietra si costruirà
    a deciderlo tocca a noi

    non coi sassi affumicati
    dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
    non con la terra dei cimiteri
    dove i nostri compagni giovinetti
    riposano in serenità
    non con la neve inviolata delle montagne
    che per due inverni ti sfidarono
    non con la primavera di queste valli
    che ti vide fuggire

    ma soltanto col silenzio dei torturati
    più duro di ogni macigno
    soltanto con la roccia di questo patto
    giurato fra uomini liberi
    che volontari si adunarono
    per dignità non per odio
    decisi a riscattare
    la vergogna e il terrore del mondo

    su queste strade se vorrai tornare
    ai nostri posti ci ritroverai
    morti e vivi collo stesso impegno
    popolo serrato intorno al monumento
    che si chiama
    ora e sempre

    Resistenza

    Piero Calamandrei

     
     
     
     
    April 23

    la fierucola

    fierucola3

     
     

    La fierucola

     

     In una delle più belle piazze di Firenze, piazza Santo Spirito, ogni terza domenica del mese c’è la fierucola .

    Ogni mese ha un tema particolare, così una volta è quella dei legnaioli, o quella dei cestai o dei vinai e degli oliandoli…

    Vengono i contadini e i proprietari di piccole aziende per lo più familiari, con i loro prodotti.

     

     

    fierucola2

     

     

    Ci sono alcuni frantoi che presentano il loro olio e vino dei colli toscani, vengono i caciai con i loro formaggi – la quasi totalità è data da formaggi caprini (visto che non si possono permettere le mucche!) di tutti i tipi e di tutte le forme, freschi e stagionati, gli yogurt naturali, latticini e ricotte. Poi i panai, pane di tutte le farine e di mille forme, torte salate, dolci e biscotti… tutto rigorosamente naturale.

    C’è sempre un’anziana coppia che scende dalle colline pistoiesi per far gustare i necci (che ovviamente fanno lì per lì) con ricotta e raveggiolo.

    Poi salsine, marmellate, spezie di ogni genere.

    Puoi trovare matasse di lana tinte con i colori naturali…. Il colore che dà la cipolla alla lana è affascinante!!!.

    C’è una signora che cuce abitini per bambini e camicette, capi di una freschezza e grazia uniche ….. senza avere la macchina da cucire….

     

     

     

    fierucola1

     

    Insomma un tuffo nella natura, nel ben-essere….

    Il mercatino è sempre affollato: sarà anche di moda, certo è che non vi si trova solo roba buona ma anche persone che amano veramente il lavoro che fanno, anche se è faticoso e poco redditizio, che hanno ancora il gusto di raccontare il loro lavoro e sono affabili e non insistono mai perché tu compri qualcosa….

     

    fierucola6

     

    Domenica scorsa era la Fierucola della casa. Ho passato un po’ di tempo a parlare con il ramaio mentre con il suo martelletto batteva sulla lastra di rame creando lavori bellissimi.

     

    fierucola5

     

    Ho chiacchierato a lungo con la “signora dei ravanelli”…

     

    fierucola4

     

    Ho ritrovato il mio amico francese, che oramai vive nella campagna fiorentina , che fa delle spezie dagli aromi particolari….

    Un tuffo nell’utopia? Forse, ma una volta ogni tanto fa bene anche quella!

     

     

     

    Pubblicità

     

    PUBBLICITA'

    pubblicità!

     

     

    La settimana scorsa ho fatto un esperimento: ho raccolto tutta la pubblicità che veniva messa nella mia cassetta.

    Alla fine della settimana l’ho pesata.

    Mi dispiace che la mia macchinetta non mi permetta di fare foto ravvicinate,

    non ho potuto fotografare il peso segnato dalla bilancina.

    Vi dovete fidare di quello che vi dico: Kg. 0,890!

    Nel mio palazzo siamo 14 inquilini… se non vado errata sono Kg. 12,460!

    Provate a fare qualche moltiplicazione….

    Non c’è altro da aggiungere!!!!

     

     

     

    April 21

    Padre nostro

     

     

     

    Tratto da Nostro Padre di Kurt Marti,

     

     

     

    .....perdonaci le nostre colpe
    e le colpe di coloro
    che con noi
    di colpa si sono macchiati

     

    e ciò
    che sembra non essere colpa di nessuno
    costrizioni fatalità ignoranza

     

    e il nostro sospetto
    che tu stesso possa esserti macchiato
    di tanta miseria di troppo dolore

     

    perdona
    come noi

     

     

     

    April 16

    Contro Giuliano

     
     

    I libri che leggo sono spesso pieni di frasi sottolineate. Ho cominciato oggi a leggere "Contro Giuliano" di Adriano Sofri.

    Queste frasi non mi è bastato sottolinearle, le ho volute qui, in risalto, perchè le trovo veramente belle e condivisibili.

     

     

     

    "Che cosa facciamo con le nostre amicizie, quando non coincidano con l'accordo delle idee e anzi conoscano un forte dissenso?

    La mia risposta è che non sacrificherei l'amicizia.

    Non sacrificherei nemmeno le idee.

    Non si tratta semplicemente di venirsi reciprocamente incontro.

    Idee dissenzienti, maneggiate con il rispetto e l'affetto e perfino il tifo fatto per l'altro, non possono che guadagnarne anche d'intelligenza e di chiarezza.

    E' quello che spero.

     

     

    (Adriano Sofri - "Contro Giuliano - Noi uomini, le donne e l'aborto)

    April 15

    Italia

     
    Il mio blog è assolutamente apolitico, però permettetemi - una tantum - un commento alla situazione post-elezioni:
     
     
     
    Apprese le sorti dell'Italia
    esprimiamo il nostro cordoglio.
     
     
     
     
     
    April 14

    autunnale barocco

     

    LA POESIA CI SALVERA' LA VITA

     

     

     

    Autunnale barocco

     

     

    Il buon tempo antico era una grossa mela
    posata su una nuvola d'ovatta,
    uno specchio barocco con una succosa candela,
    una rossa rosa spampanata.
    Il buon tempo antico era mia madre
    col macinino del caffè tra le ginocchia,
    e le nere gelse e i sonagli del mare
    e il crepitare verdognolo di una ranocchia.
    Il buon tempo antico era il signor Botticelli
    con un bouquet di variopinte primavere
    e una manciata di tremuli uccelli.
    Era il calduccio di casa nelle umide sere,
    l'infuso di tolù, menta e limone
    e i pupi di zucchero sul canterano.
    La casa ora è cieca, ma un fioco lampione
    si ostina a illuminarla, avvizzito guardiano.

     

    (Angelo Maria Ripellino)

     

     

    April 12

    Firenze- P.zza della Repubblica

     

    la giostra

     

    LA GIOSTRA

     

     

     

    Pupetta non sta più in sé dalla gioia!

    Oggi andrà in città con la nonna….

    La sua famiglia abita in una bella casa in campagna, con un grande prato davanti, e l’orto, le galline e i coniglietti : lei si prende cura di loro, fa attenzione che non gli manchi mai né il cibo né l’acqua pulita.

    Con i conigli fa delle lunghe chiacchierate e loro sembrano attenti, con le orecchie dritte e gli occhi vispi.

    Ora poi ci sono i pulcini che sono così bellini!

    Pupetta è felicissima di vivere in quel posto magico…però … però il suo fratellino va tutti i giorni a scuola in città e prende quel grande autobus blu…..

    Pupetta è andata in città qualche volta, ma sempre con i genitori, in macchina. Sono andati in un grande supermercato a fare le spese: bello, sì, c’è scappato anche un regalo per lei… però della città non ha visto niente.

    Questa volta invece, la nonna ha cercato dei bottoncini speciali per il golfino che le sta facendo ma la botteghina del paese non ne ha, così ha deciso di andare in una merceria grande, in città… e la porta con sé.

    Figurarsi la gioia di Pupetta quando glielo ha detto!!! In città e per di più con l’autobus.

    Così ora sono alla fermata: l’autobus arriva e Pupetta si arrampica con un po’ di fatica… che scalini alti!!!

    “Nonna, posso timbrare io i biglietti?” Anche questa è una cosa nuova…

    Per fortuna la vettura è quasi vuota e Pupetta si siede con la nonna nei primi posti: vedere così dall’alto è tutto diverso.

    E’ incantata a guardare la strada che sembra correre via velocemente, con le macchine e tutte le case che via via si fanno più grandi…. Che palazzoni!!

    Ecco, sono arrivate.

    Pupetta scende di corsa e allunga la manina per aiutare la nonna, che sorride divertita.

    La merceria è un negozio fantastico….. lei resterebbe lì tutta la giornata a guardare quanto c’è in giro: nastri colorati, lane e cotoni, ed ecco i bottoni…. Pupetta e la nonna scelgono dei bottoncini a forma di fiore… chissà come staranno bene sul golfino nuovo…

    Nonna guarda l’orologio… è presto, c’è tempo prima che la corriera riparta…

    “Vieni Pupetta, andiamo a vedere in piazza, ci dovrebbe essere…” “Cosa, nonna?”…La nonna sorride….

    Eccole nella piazza.

    Pupetta sgrana gli occhi: in mezzo alla piazza c’è una giostra grande, con i cavalli e le carrozze – come quelle delle principesse – con tante luci e tanti colori ed una musica allegra che accompagna il suo lento girare…

    ”Posso, nonna?” “Ma certo!”.

    Mentre finisce il giro Pupetta osserva attenta per scegliere dove salire.

    C’è un bel cavallo bianco…. “Quello lì, nonna!”. Il giostraio l’aiuta a salire perché il cavallo è alto….

    Piano piano la giostra comincia a muoversi, il cavallo dondola lento….

    Pupetta si guarda intorno felice.

    La nonna si è seduta su una panchina lì vicino e guarda…. Si ricorda di quando era lei bambina, quanto le piaceva salire sulla giostra!

    Anche lei preferiva il cavallo e si reggeva forte alle briglie perché quel girare le dava una sensazione di vertigine che le faceva chiudere gli occhi e sognare ….

    Anche Pupetta ora ha gli occhi chiusi: sogna di essere sul cavallo del Principe Azzurro e sta andando verso il castello sulla montagna……

    Il cavallo dondola piano piano e una musica leggera accompagna il galoppo…..c’è ancora tanta strada da fare….

    Ma….

    La musica è finita, il cavallo si è fermato e la nonna la sta chiamando!

    Pupetta salta giù e corre verso la nonna; è così felice che le saltella accanto chiacchierando continuamente…

    Ecco l’autobus. E’ ora di tornare a casa.

    Pupetta si appoggia alla nonna, stanca.

    “Sai nonna, quando arriviamo a casa vado subito a raccontare ai coniglietti cosa ho fatto oggi!!!”

     

    April 06

    Carciofi alla romana

     

     

     

    Oggi:

     

     

    CARCIOFI ALLA ROMANA

     

    Secondo me i carciofi sono dei “ganzi”, tanto per dirla alla fiorentina….

    Non si fanno corrompere dagli uomini: ci sono solo in questo periodo, stagionali sono nati e stagionali restano. Sono belli, buoni, fanno bene….e si fanno desiderare……

    Proprio per questa ragione è così bello vederli sulla tavola, tanto che mi è venuta voglia di fotografarli…. Già cotti….

     

     

    carciofi alla romana

     

     

    Si prendono dei bei carciofi e si preparano come di solito, levando le foglie più dure, tagliando abbastanza a fondo la punta, liberando il gambo dai filamenti più duri.

    Si schiacciano dalla parte della punta per farli aprire un po’ e si condiscono con uno spicchietto di aglio e sale.

    In una pentola (io li faccio nella pentola a pressione che mi dimezza il tempo di cottura, ma va bene anche cuocerli in una pentola normale) metto un giro d’olio, vi appoggio i carciofi a testa in giù, li condisco ancora con sale e olio.

    Metto un po’ d’acqua nella pentola (nella pentola a pressione ne basta poca, in una pentola normale ce ne vuole di più perché rischiano di bruciacchiarsi se l’acqua si asciuga) ancora qualche spicchietto d’aglio e sono pronti per la cottura.

    Nella pentola a pressione bastano 15 minuti. In una pentola normale almeno mezz’ora, poi vanno controllati provando con la forchetta sul gambo per sentire se è tenero al punto giusto.

    E’ una ricetta semplice ma gustosa e sana.

    A casa mia vanno a ruba: quelli della foto sono una porzione…. E non sono neppure contenti…

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

                                                                                   

     

    una rosa blu

    rosa blu

     
     

    Giorni fa avevo letto, con grande sconcerto, di quei genitori americani che intendevano sottoporre la loro bambina, affetta dalla sindrome di Down, ad interventi di chirurgia plastica “perché non avesse problemi in futuro” a causa del suo viso. Sono rimasta senza parole davanti all’egoismo di queste persone che volevano far passare per “amore” quella che sarebbe diventata una continua tortura per la bimba, fisica e psichica. 

    Oggi, cercando tra alcuni fogli ho ritrovato questa magnifica poesia:

     

     

    COME UNA ROSA BLU

     

     

    Jenny è una bambina…
    un'adorabile bambina.
    I suoi occhi sono nocciola,
    i capelli un po’ più scuri.
    Se i capelli
    Le cadono sugli occhi,
    li scosta.
    Ma la mano
    non va diritta
    alla fronte.
    Prima si curva come un fiore
    al primo schiudersi
    dei petali.
    Poi
    scosta
    i capelli dagli occhi.
    Jenny è diversa.
    Diversa?
    Sì, diversa da quasi tutte le altre.
    Ma chi ha detto che tutte le persone
    debbano essere uguali?
    Pensare,
    agire,
    apparire uguali?
    Per me, Jenny è come una rosa blu.
    Una rosa blu?
    Avete mai visto una rosa blu?
    Ci sono rose bianche,
    e rose rosa,
    e rose gialle,
    e un'infinità di rose rosse.
    Ma blu?
    Un giardiniere sarebbe felice
    di avere una rosa blu.
    La gente verrebbe da lontano per vederla.
    Sarebbe rara,
    diversa, bella.
    Anche Jenny è diversa.
    Ecco perché, in qualche modo,
    è come una rosa blu.
    Quando Jenny giunse a casa
    dalla clinica - una bambolina rosa,
    morbida, paffuta -
    piangeva spesso.
    Più spesso degli altri bambini.
    Perché?
    Chissà, forse
    vedeva ombre diverse
    che la spaventavano.
    Forse udiva suoni
    a lei sconosciuti.
    Quando fu più grandicella,
    stava sempre accanto alla mamma
    e le si attaccava alla gonna.
    Sapete,
    quando un gattino perde la coda
    l'udito gli si fa più acuto,
    dicono.
    E' vero che la coda
    aiuta un gattino a correre più veloce.
    Ma un gatto senza coda
    ci sente meglio
    e avverte i passi che s'avvicinano
    molto prima degli altri micini.
    Ma alcuni non sanno
    che un gatto simile
    può avere un udito tanto acuto;
    vedono solo
    che gli manca la coda.
    Certi bambini sono crudeli
    e guardano fisso
    e prendono in giro:
    "Gatto senza coda!"
    A volte Jenny
    correva dalla mamma
    e le si aggrappava stretta;
    così, senza ragione.
    O almeno senza una ragione
    chiara per noi.
    Pian piano capimmo
    che il mondo di Jenny
    era un poco diverso,
    un mondo
    in un certo senso a noi ignoto.
    Cominciammo a pensare
    che vivesse in un mondo
    nel quale
    potevamo non sentirci a nostro agio.
    Entrare in quel mondo
    è un po’ come andare
    su un altro pianeta.
    E' come se Jenny
    vivesse dietro uno schermo,
    uno schermo
    che non riusciamo a vedere.
    Forse ha colori magnifici.
    Forse quei colori
    a volte distraggono Jenny
    dal prestare attenzione
    a quel che le diciamo.
    O forse ascolta una musica
    che noi non possiamo sentire.
    I pesci hanno un linguaggio
    e una musica tutta loro
    portata dalle onde,
    dicono.
    Una musica
    che noi non possiamo udire
    perché non abbiamo orecchie abbastanza fini.
    Sì, forse Jenny ode suoni che noi non udiamo.
    Forse è per questo che a volte
    balza in piedi
    e intreccia misteriosi passi di
    danza.
    Jenny è come un uccellino,
    un uccello dalle ali molto corte,
    mi capita di pensare.
    Per un uccello così, volare è difficile:
    ci vuole più forza, più fatica, più tempo.
    Per un uccello con le ali normali
    volare è una cosa scontata.
    Ma un uccellino con le ali corte
    deve impegnarsi molto per imparare.
    Deve essere più bravo degli altri.
    E' per questo che dobbiamo capire
    che conquista è per Jenny imparare.
    Non importa cosa.
    Ma c'è un'altra Jenny,
    una Jenny che,
    in un triste pomeriggio d'inverno,
    siede in poltrona
    e si dondola,
    con la sua bambola tra le braccia.
    E' molto turbata.
    E' confusa.
    Lentamente mi dice:
    "Mamma,
    Sally ha detto che sono ritardata.
    Che vuol dire, mamma?
    Ritardata?
    I bambini dicono ritardata,
    e ridono.
    Ci sono molte cose
    che Jenny non capisce.
    E ci sono molte cose di Jenny
    che gli altri non capiscono:
    che Jenny è come un gattino senza coda;
    che Jenny sente una musica diversa;
    che Jenny ha le ali corte;
    che Jenny deve essere protetta.
    Jenny è come una rosa blu,
    delicata e bellissima.
    Ma le rose blu
    sono così rare
    che ne sappiamo poco, troppo poco.
    Sappiamo solo che hanno bisogno
    d'essere curate di più.
    Di essere amate di più

    Perché ridono, mamma?"

    Ci sono molte cose
    che Jenny non capisce.
    E ci sono molte cose di Jenny
    che gli altri non capiscono:
    che Jenny è come un gattino senza coda;
    che Jenny sente una musica diversa;
    che Jenny ha le ali corte;
    che Jenny deve essere protetta.
    Jenny è come una rosa blu,
    delicata e bellissima.
    Ma le rose blu
    sono così rare
    che ne sappiamo poco, troppo poco.
    Sappiamo solo che hanno bisogno
    d'essere curate di più.
    Di essere amate di più.

     

     

    Gerda Klein 

       

     

     

    in treno

     

    TRENI

     

     

    Tu che sei in viaggio,

    sono le tue orme

    la strada, nient’altro.

     

    Tu che sei in viaggio,

    non sei su una strada,

    la strada la fai tu andando.

     

     Mentre vai si fa la strada

    e girandoti indietro

    vedrai il sentiero

    che mai più calpesterai.

     

    Tu che sei in viaggio,

    non hai una strada,

    ma solo scie nel mare.

     

     

     

    Ho finito oggi il libro TRENI di Ettore Mo.

    Ho viaggiato in lungo e in largo per il mondo in compagnia di questo grande scrittore-giornalista, che – come mezzo di trasporto - ha prediletto il treno che consente di entrare nel cuore e nelle emozioni dei luoghi e delle persone che li abitano.

    Nel Sahara e in Birmania, a Salonicco e Atene, in Bolivia fino al villaggio in cui fu ucciso il Che,  al ponte sul fiume Kway e ai piedi dell’Himalaya, con la sua scrittura Mo mi ha fatto condividere le esperienze, la vita e la storia  di una umanità che è lontana dal mio orizzonte quotidiano per chilometri e per cultura.

    La poesia di Antonio Machado, che apre questo post, è la dedica che mi ha fatto l’amica che mi ha regalato il libro.

    Vi ritrovo il senso del viaggio – anche se oramai viaggio col pensiero, senza preparare valigie….