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7月31日 2 agosto
2 agosto – la strage di Bologna la giornata di tutte le stragi
La mattina del 2 agosto 1980 un ignoto terrorista depositò una valigia piena di esplosivo in un angolo della sala di aspetto della stazione di Bologna. La stazione era molto affollata: si era nel periodo delle vacanze ed era il primo sabato di agosto. L’esplosione avvenne alle 10.25; su quell’ora si fermarono le lancette dell’orologio esterno della stazione la cui immagine, replicata infinite volte dai mezzi di informazione, divenne quasi un simbolo di quel terribile evento.
Il numero dei morti fu altissimo: di gran lunga il più alto che si fosse mai avuto per un attentato terroristico in Europa. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti.
La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze. Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.
E’ importante ricordare perché la memoria diffusa è forse l’unico antidoto contro la possibilità che certi eventi possano ripetersi.
7月29日 UN AMICOUN AMICO Tiziano Terzani è entrato di prepotenza nella mia vita tre anni e due giorni fa, con un libro straordinario “Lettere contro la guerra”, con questa ipotesi davvero particolare, in questi tempi di ammazzamenti e di sangue: e se all'odio provassimo a contrapporre la non-violenza? Se alla forza opponessimo il rispetto? Se alla rabbia e all'orgoglio proponessimo semplicemente la pace? Con queste parole mi ha conquistato e gli altri libri – tanti – che ho letto, non hanno fatto altro che rafforzare questa conquista. Terzani era nato a Firenze nel quartiere di Monticelli il 14 settembre 1938 (quasi un mio coetaneo). Da giornalista di guerra, all’inizio della sua carriera, ha avuto il coraggio di guardare con occhio lucido e coraggioso le realtà del mondo, fino a diventare uno dei massimi scrittori italiani di viaggi (ma non solo) del XX secolo, appassionato cronista del proprio tempo, entusiasta ricercatore della verità degli avvenimenti, dei suoi protagonisti e degli uomini suoi compagni di viaggio, fisico e spirituale: una mente lucida, progressista e non violenta. Due incontri particolari hanno cambiato la sua vita: quello con Angla Staude, la sua dolcissima moglie, compagna di tutta una vita e quella con l’Asia, il continente che ha visto la sua maturazione e che lo ha accolto quando, colpito da un tumore all’intestino, iniziò il viaggio più difficile, alla ricerca di una pace interiore, che lo portò ad accettare serenamente la morte, quello da lui descritto come “Un altro giro di giostra”. L’ultimo tratto del suo cammino lo riportò all’Orsigna, nella sua casa tra le colline pistoiesi, dove morì il 28 agosto 2004. Mi basta aprire a caso i suoi libri e cercare fra le tante frasi sottolineate perché preferisco ricordarlo attraverso le sue parole…..
“Io che dico, invece di «guerra», «pace», sono un dissidente?… Sono una voce, apparentemente di minoranza, una voce fuori dal coro dell’odio, della rabbia meschina, dell’orgoglio mal riposto. Non mi sento un dissidente”
“La libertà ognuno se la deve conquistare per conto suo. È come scalare le montagne: se si vuol godere di arrivare in cima, non si può mandare un altro, non è che qualcuno ci può portare in cima con un elicottero… Se le donne afghane trovano che il burqa sia qualcosa che offende la loro dignità, non ci devono essere i paracadutisti americani che glielo vanno a togliere.”
“Credo che le religioni siano una cosa importante nella civiltà dell’uomo, perché sono come gli ascensori che portano all’ultimo piano del palazzo della vita.”
“Allora dico: se le vere ragioni della guerra non sono fuori, ma dentro di noi, cominciamo a fare la rivoluzione dentro di noi, forse è quella meno violenta, che non fa massacri e forse, alla lunga, crea quelle condizioni in cui tutti ci troveremo meglio. Prendiamo coscienza di chi siamo e incominciamo a riflettere: non siamo solo corpi, non siamo solo materia. Dobbiamo ricominciare, chi sa, a pregare, chi non sa, a fare altro. L’unica rivoluzione oggi veramente possibile è quella dentro di noi, ma ci vorrà tempo, molto tempo”.
“Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme. Questa è una buona occasione”.
GRAZIE TIZIANO
7月28日 il bagno..e anche questa è fatta!
Dopo una settimana di chiasso, polvere, disagio (e quanto!!!!),
finalmente i lavori sono finiti….. basta con i muratori, l’idraulico l’imbianchino, l’elettricista ha solo da attaccare una luce….. Devo dire però che ho trovato persone splendide, corrette, gentili, grandi lavoratori, che hanno fatto di tutto per terminare il più velocemente possibile e nel modo migliore… E sono veramente contenta di dire che, tranne l’idraulico, erano tutti albanesi….. Con i 39°-40° e un bagno piccolo, e con gli impianti di almeno 50 anni – dai tubi ai fili della corrente - il loro lavoro è stato davvero faticoso. L’acqua fresca è andata via a fiumi…. Ho sempre “imposto” una “pausa caffè” e devo dire che nei pochi minuti nei quali abbiamo scambiato qualche parola mi sono stupita del modo intelligente e pratico con il quale mi dicevano che l’Italia avrebbe dovuto comportarsi con molta fermezza nei confronti di quella parte di loro che è tristemente nota, per permettere a quanti lavorano seriamente di non essere guardati male…. Comunque il più è fatto….. manca un mobiletto, lo specchio e qualche piccolo particolare che ridarà quelle comodità che l’uso aveva creato….. Ultima cosa…….. il ritorno dei quadri alle pareti, quelli che faranno di un bel bagno il “mio bagno”!
7月20日 AlceoAlceo
Gonfiati di vino: già l'astro
Acuta tra le foglie degli alberi
Solo il cardo è in fiore:
(traduzione di Salvatore Quasimodo)
7月19日 EroiEROI
La vicinanza delle date mi fa unire insieme due grandi figure – due eroi che hanno speso la loro vita per la libertà, per la verità: hanno lavorato in campi diversi ma con la stessa passione e spirito di sacrificio.
91 anni per Rolihlahla Dalibhunga, vero nome di Nelson Mandela, che è nato a Qunu, il 18 luglio 1918, primo Presidente del Sudafrica dopo la fine dell'apartheid, e Premio Nobel per la Pace nel 1993. Giovane studente di legge, Mandela fu coinvolto nell'opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Fu fautore della causa anti-apartheid e con il collega avvocato Tambo creò lo studio legale Mandela e Tambo, fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale. Nell'agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, e fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero. In seguito, insieme ad altri fu accusato di sabotaggio e altri crimini equivalenti al tradimento, furono ritenuti colpevoli e condannati all'ergastolo, Le crescenti proteste dell’ANC e di altri gruppi anti-apartheid e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio l'11 febbraio del 1990, Dopo aver abbandonato la carica di Presidente nel 1999, Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili ed umani.
Il ricordo del suo assassinio per Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992), magistrato, vittima della mafia. Tra piccoli lavoretti e le ripetizioni Borsellino studia per superare il concorso in magistratura. Ci riesce nel 1963. Fare il magistrato a Palermo ha un senso profondo, non è una professione qualunque. L’amore per la sua terra, per la giustizia gli danno quella spinta interiore che lo porta a diventare magistrato senza trascurare i doveri verso la sua famiglia.
Nel 1975 Borsellino viene trasferito al tribunale di Palermo e a luglio entra all’Ufficio istruzione processi penali sotto la guida di Rocco Chinnici. Con il Capitano Basile lavora alla prima indagine sulla mafia e da questo momento comincia il suo impegno senza sosta per sconfiggere l’organizzazione mafiosa. Si crea un pool antimafia che comprende quattro magistrati. Falcone, Borsellino e Barrile, sotto la guida di Rocco Chinnici. Il 29 luglio 1983 viene ucciso Rocco Chinnici nell'esplosione di un'autobomba e pochi giorni dopo arriva da Firenze Antonino Caponnetto. La collaborazione tra i quattro diventa sempre più efficace e si vedono i primi risultati. Il 19 dicembre 1986 Borsellino viene nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Nel 1987 Caponnetto lascia il pool per motivi di salute e tutti (Borsellino compreso) si aspettano la nomina di Falcone, ma il Consiglio Superiore della Magistratura non la vede nella stessa maniera e nasce la paura di vedere il pool sciolto. Con Falcone a Roma, Borsellino chiede il trasferimento alla Procura di Palermo e l'11 dicembre 1991 Paolo Borsellino, insieme al sostituto Antonio Ingroia, torna operativo alla Procura di Palermo, come Procuratore aggiunto. Nel Maggio 1992 finalmente Falcone raggiunge i numeri necessari per vincere l’elezione a superprocuratore. Borsellino e Falcone esultano, ma il giorno dopo Falcone viene ucciso insieme alla moglie, a Capaci; la mafia sa che in quel posto il giudice Falcone era troppo pericoloso. Paolo Borsellino capisce che non gli resterà troppo tempo. Lo dice chiaro: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”. Continua a lottare per poter avere la delega per ascoltare il pentito Mutolo. Insiste e alla fine il 19 luglio 1992 alle 7 di mattina Giammanco gli comunica telefonicamente che finalmente avrà quella delega e potrà ascoltare Mutolo. Lo stesso giorno Borsellino va nella casa del mare, a Villagrazia, con la scorta. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico. Con l’esplosione dell’autobomba sotto la casa, in via D’Amelio, muore con tutta la scorta. E’ il 19 luglio del 1992.
Da una parte la lotta coraggiosa contro tutte le discriminazioni razziali. Dall’altra il sogno di liberare la Sicilia – e quindi l’Italia – dalla mafia perché potesse essere ricordata solo per l’onestà della sua gente…. Il coraggio e la coscienza……. Ci saranno altri uomini così?
7月15日 CandeleLe candele di Costantinos Kavafis
Stanno i giorni futuri innanzi a noi Restano indietro i giorni del passato, Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto, Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
7月14日 oggi sciopero
"Oggi sciopero"
"Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".
7月11日 AI MIEI AMICI
AI MIEI AMICI
Per caso stasera sono andata a vedere il mio guestbook e mi sono stupita perché ho trovato tante splendide immagini, tanti bei pensieri, tanti vostri passaggi che non avevo visto perché non mi era arrivata nessuna notifica….
Mi dispiace tanto, me ne scuso con voi, ma non è stata colpa mia!!!!
Un abbraccio grande grande a tutti!
7月10日 La Divina Commedia
LA DIVINA COMMEDIA Firenze 4 luglio
“Nel mezzo del cammin di nostra vita…..” con queste parole entra in scena Dante, sul sagrato della bellissima chiesa di Santa Croce a Firenze, con una “selva selvaggia”intricata e buia, proiettata sulla facciata che fa da schermo (e che schermo!) e canta tutta la sua angoscia e il suo dolore di uomo che ha perso se stesso, e il suo desiderio di andare oltre l’oscurità che lo circonda per poter ritrovar la libertà e l’amore.
(Dante e Beatrice)
Da uno spiraglio di luce egli intravede l’amata Beatrice e ode la sua voce che, cantando quell’ “Amore che muove il sole e le altre stelle” gli infonde coraggio. In suo aiuto giunge anche Virgilio, l’ammirato poeta latino, inviato dal Cielo e dalla stessa Beatrice a proporgli un viaggio assolutamente unico.
(Dante e Virgilio)
Un susseguirsi di incontri e personaggi straordinari che tocca il cuore ed incanta, emozionando con le musiche e i balli e stupendo con le sue suggestive proiezioni che, nella versione “all’aperto” come questa di Firenze, integrano la scena che è assolutamente essenziale. Il primo atto è tutto incentrato sull’Inferno, dove Dante incontra Caronte, Francesca e Paolo, il conte Ugolino, Ulisse…..mentre il secondo riunisce Purgatorio e Paradiso.
(Caronte e i dannati)
Qui Dante conclude insieme all’amata Beatrice il viaggio.
Entrando finalmente in Paradiso, Dante in duetto con Beatrice canta la bellezza dell’Amore. Nei Cieli, anche Piccarda, san Tommaso e san Bernardo si uniscono a loro fino a che, nel “Vergine Madre”, Bernardo invita Dante a guardare negli occhi di Maria per avere la visione dell’Amore assoluto.
La gioia di Dante esplode nel concertato finale, dove ogni personaggio canta l’ “Amor che muove il sole e l’altre stelle”. Seguendo le regole proprie di quella particolare forma di spettacolo che è il musical, lo spettacolo è un omaggio alla poesia per eccellenza, a quel poema che è fonte inesauribile di storie, messaggi, insegnamenti. La Divina Commedia è l’opera dell’uomo alla ricerca dell’Amore, del senso della sua vita e gli autori sono riusciti a rivisitare il viaggio di Dante, dall’Inferno al Paradiso unendo elementi tradizionali e moderni attraverso la musica, la letteratura, la danza, l'arte figurativa e cinematografica, in quella speciale magia del teatro che rende possibile anche l’impossibile. La musica composta per l’opera è stata suggerita a Frisina dai versi stessi di Dante che hanno in sé una grande musicalità. Sono generi musicali diversi che esprimono la diversità delle emozioni e dei sentimenti umani: passione, dolore, disperazione, gioia, ma soprattutto l’Amore, che è il vero protagonista della Commedia e della nostra vita.
Una splendida serata, nonostante una pioggerellina che verso la fine ha voluto “benedirci”…fortunatamente così leggera da non riuscire neppure a bagnare il selciato….. Applausi a non finire, sia a scena aperta che alla fine, a dimostrare il gradimento del pubblico…..
7月9日 Sticky
LA STORIA di STICKY
Questa non è una favola, me l’ha indicata una mia cara amica della LAV. A voi amici che amate come me gli animali l’ho voluta riportare perché mi ha commosso e fatto sorridere….. Se volete saperne di più il sito è: http://www.noderattizzazione.net/
Questa e' una lunga storia che tenterò di abbreviare il più possibile, certo non sarà semplice parlare di 2 mesi in poche parole ma tenterò... Dopo essere finalmente riuscita a pulirgliele tanto che almeno rimanessero staccate tra loro ho dovuto mettergli la polvere del fieno che rimane infondo ai sacchetti perché nel lato destro del corpo, anche se stava in piedi se si appoggiava da qualche parte, rimaneva ancora incollato, quella colla e' ATROCE, da lì ha cominciato a camminare bene e si e' pulito completamente le zampine, ha mangiato tantissimo, poi metteva le “manine” dentro all'acqua del beverino le faceva andare e continuava a pulirsi... era di una tenerezza infinita.... ma non riuscendo a togliersi la colla nelle cosce e nella schiena e riuscendoci io ma solo in alcuni punti che infatti l'ho aiutato a pulirsi, ha cominciato a strapparsi il pelo, da lì mi sono allarmata di più e ho cominciato a "vagare" per il web in cerca di un consiglio, per fortuna persone che se l'erano ormai preso a cuore le ho trovate, mi e' stato consigliato di inumidirlo con olio d'oliva, perché alcune persone l'avevano fatto ed aveva funzionato, ma forse non era incollato quanto il mio povero cucciolo che avevo chiamato STICKY e comunque loro adorano l'olio, quindi non gli avrebbe fatto male...
Il piccolo ormai mi saliva in mano e si addormentava sul palmo accettando il cibo venendoselo a prendere, insomma, ormai era domestico come un criceto, si faceva anche coccolare, lo accarezzavi sulla testolina e lui la inclinava e chiudeva gli occhietti, mangiava tantissimo e questo mi faceva sperare, anche se ancora non ero tranquilla, speravo che quella maledettissima colla non penetrasse nella sua pelle tanto da avvelenarlo, visto quanto lo avevo lavato e pulito... il pelo ora si muoveva, ma era troppo tardi, perché malgrado le cure e l'amore che gli davo, il 18/07/2006, se n'e' andato per sempre, lasciandomi un vuoto incredibile, ma insegnandomi anche molte cose che nessuno potrebbe immaginare nemmeno lontanamente... Le abbiamo subito preparato una vasca mettendole una casetta e tutto il necessario... tutto bene e per un giorno non ho catturato più nessuno ma avevo notato che aveva le mammelle gonfie mi chiedevo se fosse incinta o se aveva i piccoli in giro... che angoscia e che tristezza... andavo a controllare la trappola anche 10 volte in una giornata, finché la sera del 15 agosto scendendo x l'ennesima volta non vedo un cosino piccolissimo che camminava avanti e indietro all'interno della trappola!! I piccoli per fortuna mangiavano da soli, il pc era già pieno di loro foto, erano grandi come una moneta da un euro... abbiamo deciso di tenerli erano troppo piccoli per liberarli, nel giro di 3 giorni abbiamo trovato i piccoli più 4 adulti, la mamma dei cuccioli anche, l'ho rivista in cucina e dopo essere uscita non ho più visto nemmeno lei, gli atri invece dopo aver cercato un posto lontano da trappole li abbiamo liberati.
Batya
RICEVO DA BATYA (www.batya.it)
...se potete, se volete, fate girare questo messaggio
grazie
Una nuova “Fuga in Egitto” Pochi giorni fa è nata Muna (che significa Delizia) una splendida bimba di quasi tre chili dalle lunghe mani affilate. I suoi genitori sono clandestini in Italia e, solo grazie alla disponibilità ed al buon senso dei medici e paramedici, ha potuto nascere in un ospedale. Una vera fortuna! Si, una fortuna perchè solo pochi giorni fa (il 2 luglio) è stata votata una legge che rompe l’unità della famiglia umana e ne offende la dignità che aiuta e conferma la folle idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di "nonpersone", di esseri umani – uomini, donne e bambini - invisibili. Secondo Mons. Agostino Marchetto , del Pontificio Consiglio dei Migranti, questa legge "porterà solo dolore", un dolore che nasce dall’orrore giuridico e civile del "reato di clandestinità", dall’idea del povero come "delinquente" e della povertà come "reato". Questa legge non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la Civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l’essere straniero, invece che la commissione di un reato e per questo Muna, sua madre e suo padre che hanno cercato per lei un futuro migliore portandola a nascere in Italia e tutti coloro che hanno sostenuto questa nascita sono "delinquenti". E’ una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano ed il nostro paese - che ha prodotto milioni di emigranti - dichiara reato la condizione anagrafica. Sono centinaia di migliaia le persone coinvolte e sconvolte da questa legge: infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (spesso sfruttati dalla malavita o da persone "perbene"); donne e uomini in cerca di lavoro e di dignità sono diventati, per legge, "delinquenti". Quante donne o bambini vittime della "tratta" frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno alle forze di Polizia se, per questo, potranno essere incarcerate ed espulse? Quanti uomini e donne andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per far curare i loro figli o loro stessi? Con questa legge si istigano le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, a non riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno "figli di nessuno", potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neppure il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, nè le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. Questa legge è pericolosa perchè accrescerà la clandestinità che dice di voler combattere, favorirà il "si salvi chi può", darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza di tutti. Don Luigi Ciotti ricorda che non c’è futuro senza solidarietà; che questa legge, tra l’altro, è inutilmente crudele perchè ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale; è una forma di accanimento contro i poveri anche se la povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune. La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana. La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell’esistenza. La nostra coscienza di esseri umani ci invita a manifestare il nostro orrore per una tale legge che coinvolge e punisce soprattutto gli innocenti e alla piccola Muna, purtroppo, non è rimasto altro che partire per cercare di sopravvivere in un altro Paese come già era accaduto ad un altro Bambino 2009 anni fa.
7月7日 poesie d'amorePOESIE D'AMORE DAL CANTICO DEI CANTICI di SALOMONE CAP. 1, 8 - 14
Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.
Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. "Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! è cessata la pioggia, se n`è andata;
i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro".
DolomitiAbbracciare le montagne rosa per ricordare il continente nero
Il 5 luglio le 3 Cime di Lavaredo hanno ospitato 6.000 donne, uomini, bambini. È possibile abbracciare una montagna, è possibile vincere la fame, è possibile cambiare il mondo
Ricevo da "Zoes – zona equosostenibile"
“ Le Dolomiti rappresentano il punto d’incontro naturale tra Africa e Europa: queste montagne uniche al mondo sono infatti nate 40 milioni di anni fa proprio a causa delle forze sollevatrici dovute all’impatto tra le placche di Africa ed Europa. Possono dunque rappresentare la cerniera naturale tra i continenti, un luogo d’incontro simbolico creato da madre natura.
Avrei voluto esserci anche io. Sono stata lì col cuore: tante voci che in silenzio hanno fatto un rumore così forte da scuotere il mondo…. Tante persone che credono che il mondo è nostro e possiamo cambiarlo, tanti giovani che provano a farlo… Questo è amore, e abbiamo il dovere di “spenderlo” perché è l’amore l’unica cosa per cui vale la pena di vivere.
Se è possibile abbracciare una montagna, quanto più deve essere possibile sconfiggere la fame…..
7月5日 Messa da Requiem
GIOVEDI’ 2 LUGLIO 2009
Anche quest’anno il giardino di Boboli ha aperto i suoi cancelli la sera per gli spettacoli dell’Opera Festival. Quest’anno lo spettacolo di apertura è – curiosamente – anche lo spettacolo di chiusura del Maggio Musicale Fiorentino. Zubin Mehta dirige la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.
Un violento temporale nel pomeriggio ci ha fatto tremare: non poteva saltare proprio questo evento! Fortunatamente dura poco e il cielo sembra aprirsi… Ore 21.00: la platea si sta riempiendo. Nel primo settore c’è il pubblico delle serate di gala del Teatro Comunale: abiti lunghi da sera, i signori in grigio….
Anche quest’anno tanti stranieri (uno spettacolo è quasi sempre compreso nel “pacchetto vacanze”…), tanto pubblico giovane, e tanti “affezionati” come me….
Queste serate sono sempre molto belle sotto tutti gli aspetti: immaginatevi il giardino di Boboli, uno dei giardini più belli al mondo con i suoi alberi secolari, un cielo di nuovo sereno che piano piano passa dall'azzurro al blu notte, un'orchestra di grande eccellenza, un coro di 90 artisti, 4 bravi solisti, il grandissimo Direttore d’Orchestra, Zubin Metha....cosa si può volere di più? Invece un “di più”c'è stato, ed è stata una cosa commovente, che ha fatto venire i brividi.... Si spengono le luci ed entra l’orchestra seguita dai coristi.
Il solito armonioso “accordare” i suoni con il “la” dato dall’oboe. Quando Mehta è salito sul podio, si è girato per salutare il pubblico e ha chiesto la parola: ha ricordato il terremoto di Abruzzo e la strage di Viareggio e la morte recentissima di uno degli orchestrali, considerando che era fin troppo facile dedicare loro la messa da requiem, con la voce rotta dall'emozione ha chiesto - nonostante fosse la chiusura della stagione - di fare di questa serata una vera Messa da Requiem per tutte le vittime, per cui di non applaudire alla fine..... "Usciamo come se uscissimo da una vera messa funebre”. E così è stato... Un silenzio totale durante la stupenda esecuzione e alla fine tutti in piedi: è andato via il Direttore e pian piano orchestra e coro, infine, sempre in silenzio, il pubblico....
Bologna 14 giugno14 giugno 2009
E’ passato un anno e tra poco anche un mese…. Ma da cosa? Dalla nostra bella abitudine di ritrovarci in una città che permetta a tutte di arrivare senza troppi disagi…. Ma chi? Ma noi, terzanine doc: Ambra, Claudia, Giulia , Sandra con la sua amica Luisa ed io…. qualcun altro si aggrega quando può….. Perché? Beh, perché da quando abbiamo voluto conoscerci di persona la prima volta, è nata una grande amicizia e abbiamo deciso di incontrarci almeno una volta l’anno. Gli anni scorsi la città era Firenze (lo scorso anno, nonostante sia la mia città, non c’ero….sob!), Quest’anno la scelta è caduta su Bologna. Alle 9 sono alla stazione di Santa Maria Novella, binario 4, ad attendere Giulia che viene da Livorno. Il suo treno è in perfetto orario ma per Bologna abbiamo quasi un’ora di attesa, così ci sediamo al bar a far colazione …. chiacchierare un po’.
Finalmente la Freccia Rossa ci porta a Bologna….
Nessuno ad aspettarci….. una telefonata…”arriviamo”…. La stazione di Bologna è enorme e sembra un labirinto così per evitare di perderci le aspettiamo sul marciapiede del binario. Eccoci finalmente insieme!!! Abbracci e baci si sprecano….è la gioia sincera di ritrovarci con lo stesso entusiasmo e la stessa allegria di sempre…. E finalmente – dopo tanto scriverci e telefonarci - conosco Sandra! La giornata è calda, anzi caldissima e non è il caso di andare a girare. Ci avviamo verso il ristorante che la nostra Ambra – in quanto “padrona di casa” per diritto di residenza - ha prenotato.
Apprezzo la bellezza dei portici che ci riparano dal sole per alcuni tratti di strada….. sono belli, ma soprattutto ci fanno camminare un po’ all’ombra…
Arriviamo alla trattoria Annamaria – una caratteristica trattoria, meta di artisti, sportivi….le infinite dediche che ricoprono le pareti ne sono la testimonianza….
Ma questa trattoria ha una caratteristica ancora superiore e godreccia…. La signora Annamaria cucina lei, dalla sfoglia ai sughi, ai secondi, alle verdure che va a scegliere al mattino presto da un contadino, ai dolci….
Ovviamente si va di tortelli, tagliatelle, gnocchi….favolosi!!! Fortunatamente è presto e la sala è ancora abbastanza vuota, dato che fra noi le chiacchiere e le risate si sprecano. A servirci poi c’è Giorgino, cameriere-folletto che prende parte alla nostra gioia con i suoi scherzi simpatici.
(Sandra e le tagliatelle)
(Giulia, la nostra poetessa)
(Ambra e la panna cotta)
(Luisa e l’ananas)
(Estasi da torta al cioccolato)
(omaggio di Annamaria….appena sfornati!)
Tra primi e dolci siamo veramente piene….. ma soprattutto è il cuore che si è riempito di allegria, di un bel condividere pensieri, idee, qualsiasi cosa, portata insieme, sembra meno gravosa…. Ma tra una chiacchiera e una risata ci avviciniamo all’ora dei rientri……. Un saluto a Giorgino...
Altra lunga camminata per tornare alla stazione. Con il caldo la stanchezza si fa sentire.
Ancora abbracci, abbracci, abbracci…. All’anno prossimo, amiche mie….
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