Fausta's profileLa pagina di NonnatuttuaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
August 31 Roma 2ROMA 2
Questa mattina ho un appuntamento con il mio nipote archeologo per andare a vedere la libreria che ha rilevato in società con altri due amici, che – appunto – si chiama “Libreria archeologica”. E’ in via Ostilia e basta uscire dal negozio per ammirare il Colosseo in tutta la sua bellezza!
Quando mi aveva parlato di questa libreria, l’avevo immaginata “seriosa”, invece mi trovo in un locale accogliente, colorato ed anche divertente. Ci sono testi specifici, per esperti e ricercatori… ma ci sono anche pubblicazioni bellissime per i “non competenti”. Come al solito mi perdo tra i libri. Fortunatamente anche questa volta il pensiero della valigia mi distoglie dal ritrovarmi con una decina di libri…. Ad uno però non rinuncio, ha un titolo troppo intrigante: “Lazio, i luoghi del mistero e dell’insolito”… Il mio “io bambino” si diverte a giocare con i grandi libri sulla storia di Roma, libri per bambini fatti col sistema delle “finestre” che mostrano qualche particolare o una spiegazione… Mi limito a due magliette (col gatto del Colosseo) per i nipotini, un blocchetto con un calligramma, una calamitino per allungare la mia collezione che sta riempiendo il frigo; Gianfranco mi regala il 1° libro stampato dalla loro nuova Casa Editrice Espera, che racconta (con illustrazioni divertenti) le domande più disparate e improbabili fatte dai turisti e le frottole raccontate ai turisti da guide improvvisate e non autorizzate.
Poi – per portare il tutto – un sacchettino con la scritta in latino "Conta le stelle, se puoi!" (Genesi, XV – 3)
Nel tornare a casa, mio nipote allunga la strada per me….e, con una pazienza da certosino si ferma ogni volta per farmi scattare le foto….. Passiamo per la chiesa fortezza dei Santi Quattro coronati,
la Navicella,
da cui si vede Villa Celimontana - dove andavamo con l’altra sorella e i suoi tre maschi (uno è l’archeologo, l’altro lo conoscete perché è quello che sta in Argentina e l’altro vive a Bristol ed è insegnante di educazione fisica) e le mie due bambine per farli correre e giocare sotto il verde e tra i ruderi (che a Roma sono sempre presenti) mentre noi ci godevamo il fresco sedute su una panchina….
Passiamo davanti all’obelisco che si trova di fronte al Battistero e quindi dallo stradone di S.Giovanni ..a casa.
Prima di salire mi fermo al “nasone” per una ricca bevuta della buonissima e freschissima acqua romana…. … Cos’è il nasone? Ma è questo!….
E queste sono le parole del calligramma, tratte da “Lettre sur la campagne romaine” di M.de Fontanes, del 10 gennaio 1804. Sono scritte in francese ed in italiano:
Talvolta delle nuvole Belle come carri leggeri, portate dal vento della sera con grazia inimitabile, fanno comprendere l’apparizione degli abitanti dell’Olimpo sotto questo cielo mitologico; talvolta l’antica Roma sembra aver disteso sull’Occidente tutta la porpora dei suoi Consoli e dei suoi Cesari, sotto gli ultimi passi del dio del giorno.
Roma 1ROMA 1
Quattro giorni a Roma sono veramente pochi. Avrei voluto girarla in lungo e in largo, come facevo da ragazza, quando partivo da casa senza una meta precisa e mi infilavo tra strade e stradine alla scoperta di scorci incredibili, negozietti o mercatini, spesso col naso in aria per guardare le terrazze piene di fiori che ingentiliscono gli ultimi piani dei palazzi, cercando di immaginare quali “visioni” si potessero godere da lassù! Ho dovuto fare una selezione, ed ecco le mie “passeggiate romane”, insieme a mia sorella che è una fonte inesauribile di notizie e conoscenze e mi ha fatto da guida – nonostante il mio amore per Roma mi sono accorta che ho dimenticato tanti nomi di strade e luoghi, e poi non mi saprei più destreggiare con le nuove linee urbane! La prima passeggiata è stata dedicata ai luoghi dell’infanzia: la strada dove abitavo, il palazzo….. ma quanti cambiamenti! Passo davanti al portone di casa mia, il vecchio portone di legno non c’è più, sostituito da questo…
Alzo lo sguardo alle finestre…. Quella della camera da letto dove dormivo con le mie sorelline ha la serranda aperta…. Chissà chi ci vive!!
Gli alberelli sono diventati grandi e fanno una bella ombra per la strada, piacevole con il caldo che fa…. Do un’occhiata in fondo alla strada, su via Magnagrecia, nella speranza di gustare una fresca “grattachecca” ma la baracchina è chiusa…. Pazienza! Eccoci al mercato di Via Sannio, ormai famoso a Roma, infatti è pieno di turisti. Ci sono banchi d’ogni genere e non è più inconfondibile…
Ora ha il colore dei tanti mercati etnici…..Mi scappa un sorriso pensando a quando c’erano tanti venditori di sigarette di contrabbando e la parola d’ordine per segnalare l’arrivo di una pattuglia era “piove” e c’era un fuggi fuggi generale!!! Ecco che sono alla Porta Asinaria.
E’ molto bella ora, hanno fatto scavi e l’hanno riportata alla luce completamente. E’ unita da mura alla bella porta S.Giovanni che divide in due la grande piazza. Vado verso la Basilica che, in pieno sole, abbaglia col suo marmo bianco.
“Carovane” di turisti, con colorati ombrellini di carta giapponesi – vanno di moda – affrontano il sole che oramai cade a picco…. Anche a me si avvicina un giapponese per vendermi uno di quegli ombrellini….. sarei quasi tentata, ma penso che non mi entra nella valigia e ne faccio a meno. Entro nella Basilica. Dopo il caldo e la luce forte del sole, questa penombra e questo fresco danno un senso di riposo; nonostante la presenza di numerosi turisti c’è un bel silenzio.
La ripercorro piano….. la pietra che scricchiola, le due colonne da cui ci si può parlare sottovoce come fosse un telefono, e naturalmente gli altari, le statue grandiose, le tombe così decorate, questa di un presbitero lombardo che ho sempre guardato con ammirazione particolare….
Usciamo di nuovo nel sole. Il mosaico del mausoleo di Faustina brilla: lo vedevo dalla finestra di casa e facevo finta che fosse per me…
Su via Appia non c’è più un negozio di quelli che conoscevo…. Siamo stanche e anche se per due fermate scendiamo a prendere la metropolitana….
August 23 avviso
Avviso
Mi prendo qualche giorno di riposo.
Vado qui: http://www.youtube.com/watch?v=na2__PulvLk
A presto!
August 22 ogni voltaOgni volta…..
Ogni volta che ascolto la radio, ogni volta che accendo la TV, ogni volta che apro il computer, la prima notizia parla di un numero sconvolgente di morti, dagli incidenti ai Kamikaze, alle bombe alle pistole usate con troppa disinvoltura….. Tanto rammarico, ma poi?....
A tutte queste persone il cui sangue sta bagnando questa nostra terra, dedico questa poesia….
PER OGNI OMICIDIO GIUSTIFICATO
August 20 arcobalenoArcobaleno
Il cielo è per me una fonte continua di emozioni. Oggi mi hanno mandato una foto di uno dei doni più belli che la natura ci fa: un arcobaleno…… Nel guardarla incantata, ripetevo le parole di una poesia imparata da bambina, di Angiolo Silvio Novaro
Non piove più! Sui prati,
August 15 ricordiRICORDI
Questo caldo mi fa restare spesso la sera, quando finalmente c’è un po’ d’aria, sulla poltroncina che c’è sul balcone. E’ buio, purtroppo non si vede nessuna stella, ma c’è abbastanza silenzio. E allora via con i ricordi… Stanotte ho portato la radio per avere un po’ di musica di sottofondo e i ricordi sono presto venuti a galla, così, senza ordine, liberi …. Io credo di essere cresciuta ascoltando musica, qualsiasi genere di musica. Mamma aveva sempre la radio accesa, un sottofondo musicale alle faccende domestiche, forse per ripagarsi degli anni della guerra passati al buio, con le candele e il “lumino della misericordia” che si accendeva quando c’erano da fare i compiti e mamma cuciva per noi. La luce arrivava solo a turni, una o due ore, per lo più in orari impossibili; allora veniva accesa la radio per ascoltare i notiziari. La musica la facevamo noi: mamma si metteva al pianoforte e accompagnava i nostri canti. Cantavamo di tutto, dall’opera alle canzonette. Tutto serviva per allentare la tensione e la paura. Poi le domeniche c’era il meraviglioso grammofono di nonna, a manovella, con le puntine dorate da maneggiare con cura perché con tanta facilità rigavano i 78 giri di vinile. Io ascoltavo dalla sedia a dondolo, incantata. Poi finalmente, a sei anni, il teatro dell’opera. Mi portarono a vedere Hansel e Gretel di Humperdink: Da allora la mia passione non è più smessa. La radio, negli anni ancora difficili del dopoguerra, ci teneva compagnia, dalle opere ai concerti, alle commedie e a qualche programma di varietà. La musica soprattutto ha fatto da colonna sonora a agli avvenimenti piccoli e grandi della vita. Le poesie imparate adattandole a brani d’opera, le prime feste da ballo, con il pavimento cosparso di borotalco per “scivolare” meglio…. Per esempio – oltre alla bellezza del brano – mi commuove sempre l’ascolto dell’intermezzo della Cavalleria Rusticana, perché era il brano di apertura dei collegamenti di “Sorella Radio”, una trasmissione che andava in onda durante le terribili alluvioni del Polesine. Aggiornava sugli avvenimenti e sulle raccolte che venivano fatte – denaro, cibi, vestiario, ognuno contribuiva come poteva. Si percepiva il dolore di chi aveva perduto tutto e il grande cuore di tanta gente che divideva il poco che c’era con chi stava peggio. Forse non era tutto rose e fiori, ma le mie sensazioni di bambina erano quelle.
Al teatro dell’opera andavamo la domenica pomeriggio: Per prendere i biglietti ci ritrovavamo sotto il porticato del teatro il giovedì sera, all’uscita della “prima”. Venivano distribuiti dei bigliettini numerati scritti a mano. Passavamo tutta la note fuori del teatro, ma non c’era modo di annoiarsi perché i frequentatori della galleria (come noi) erano tutti melomani e non era strano che si cantasse tutti insieme, o si facesse un po’ di “gossip” sui cantanti. Poi alle 7 del mattino veniva dato il biglietto timbrato dal teatro e potevamo andare a casa… di corsa per la scuola! Era mamma che alle 10, all’apertura della biglietteria, andava a comperarli. Quando si spegnevano le luci c’era un momento – prima che entrasse il direttore d’orchestra – di un silenzio impressionante… sembrava quasi che il teatro stesso trattenesse il respiro per lasciare spazio soltanto alla musica! Era la stagione meravigliosa della Tebaldi e della Callas, di Di Stefano e Del Monaco… Mentre frequentavo le scuole medie venne una insegnante di musica per collaborare con i professori dando lezioni di pianoforte. Innamorata dell’arte di mamma ho voluto provare anche io, ma mi sono stancata quasi subito. Io mi divertivo a suonare ad orecchio e le lezioni di solfeggio e i primi esercizi (i martelletti….li odiavo!) mi levavano il gusto della musica… io volevo suonare e basta. Per orgoglio andai avanti tutto l’anno ed ho fatto bene: non sono diventata una pianista, ma ho imparato a “leggere” la musica ed a capirla. All’inizio delle superiori ogni anno venivano dall’A:GI:MUS a portare le tessere: per partecipare alle conversazioni e ai concerti (compreso l’ingresso gratuito alla prova generale dei concerti). Le conversazioni, praticamente lezioni di storia musicale e comprensione dei brani, si svolgevano all’auditorium della Rai che allora era al Foro Italico. Il primo anno questi incontri vennero tenuti da un musicista giovane, di una simpatia unica. Era chiaro, coinvolgente, anche divertente; riusciva a far capire ed amare la musica a tutti. Dove non arrivava con le parole si aiutava col suo magico strumento: un flauto traverso. Si chiamava Severino Gazzelloni. Mi commuove anche solo il ricordo! Qualche anno fa ho regalato i miei dischi di vinile – con un po’ di dispiacere – ma li ho messi in mani buone. Ora i CD sostituiscono anche le cassette. Ma lo stereo rimane spesso spento. Col passare del tempo mi sono resa conto che se non si apprezza il silenzio non si riesce a godere appieno della musica. Ora che tutta la vita- anche quella dei più piccoli – si svolge a ritmi frenetici, vorrei tanto che tutti avessero la possibilità di trovare dentro di sé quegli spazi di pace che la musica è capace di dare.
August 10 PerseidiSTELLE CADENTI
Chi non è mai stato col naso all’insù, durante le sere estive, alla ricerca delle stelle cadenti? Chi non ha mai espresso un desiderio, come se queste “stelle” potessero portarlo con sé nell’universo? La fantasia popolare le ha chiamate stelle cadenti, ma in realtà esse sono le scie luminose prodotte dal passaggio delle comete intorno al sole, che rilasciano piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere a causa del calore e del vento solare. Cadendo a velocità vertiginose risentono dell’attrito con l’atmosfera terrestre e producono scie tanto luminose da farle apparire simili a stelle. In realtà i “pezzi” più grandi pesano appena un decimo di grammo! La sorgente dello sciame delle Perseidi è la cometa Swift-Turtle. Questa cometa passa piuttosto lontana dalla terra, ma la sua lunga coda interseca l’orbita terrestre ogni anno in agosto. Quest’anno la concomitanza con la luna piena e, purtroppo oramai, l’inquinamento luminoso rendono difficile l’osservazione….. ma un’occhiata al cielo la darò ugualmente, potrei essere così fortunata da vedere una di quelle meravigliose scie attraversare il cielo davanti ai miei occhi, mentre dentro di me recito la struggente poesia di Giovanni Pascoli.
X AGOSTO
August 08 temporali!!!August 07 riciclaggioL’ARTE DEL RICICLAGGIO
In cucina ci sono due cose che mi piacciono particolarmente, l’invenzione e l’arte del riciclaggio. Il punto di partenza è sempre lo stesso, l’apertura del frigorifero. Il passo successivo può andare in due direzioni: se c’è qualche avanzo bisogna trovare il modo di utilizzarlo, se non c’è niente di particolare bisogna inventare qualcosa che possa stuzzicare l’appetito che, con questo caldo, lascia a desiderare…. Ma non si può bere solamente! Tra quello che c’è in frigo e quello che c’è in dispensa si può sempre creare qualcosa di leggero e gradevole. Questa mattina in frigo c’era un pezzo di polpettone: avrei dovuto scaldarlo, almeno un po’, e figurati se il marito l’avrebbe mangiato! Sarebbe restato lì un’altra volta. Così l’ho tagliato a fettine e l’ho messo sulla piastra del forno. Ho tagliato il parmigiano a scagliette sottilissime e le ho messe su ogni fettina a formare un monticello ed ho passato le fettine sotto il grill fino a che il formaggio non ha fatto una bella crosticina. Il tutto abbastanza presto da permettere a questo nuovo genere di crostini di raffreddarsi. Mio marito mi ha detto che erano buonissimi….infatti non sono riuscita neppure ad assaggiarli!!!
Dopo questi, che sarebbero stato un po’ poco come pranzo, le Freselle: non è un piatto tipico toscano ma è un ottimo sostituto della panzanella!!
Buono!
August 06 HIROSHIMAHIROSHIMA
Il mattino del 6 agosto 1945, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell'ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, la maggior parte delle quali civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti, e del fatto che si è trattato del primo utilizzo in guerra di tale arma, l'attacco atomico viene considerato fra gli episodi bellici più significativi dell'intera storia dell'umanità.
ALVARO VALENTINI ha scritto questa poesia cercando di mettersi nei panni del pilota dell’Enola Gay.
LITTLE BOY
Io braccato, io internato, io vigilato. - - - - - - - - - - -
Le parole più ricorrenti quando si ricorda questo terribile avvenimento sono “Mai più”. Sì, mai più ad una strage come quella della la bomba atomica Ma urliamo il nostro “mai più” anche ai genocidi, alle esecuzioni, alle stragi, alle guerre, ai lutti che ancora adesso vengono perpetrati contro popoli inermi e pacifici, contro popolazioni che hanno solo il torto di avere nei propri territori tesori che i “popoli ricchi” vogliono per sé.
August 03 batikIL BATIK
Un altro sistema per disegnare i tessuti –oltre al bogolan – è il batik. In Africa la lavorazione viene fatta su tessuti abbastanza consistenti, principalmente dalle donne.
Alcuni di questi lavori, che vedete acquistati dai volontari di Bambini nel Deserto, saranno venduti nei coloratissimi “banchetti” (come quello che ho visto alla manifestazione Terra Futura a Firenze), per finanziare le opere che vengono effettuate in Africa. Sono veramente belli e pieni di fantasia.
Ma soprattutto con questi lavori le donne riescono a migliorare le condizioni di vita della loro famiglia e dell’intero loro villaggio. La realizzazione di questi begli oggetti – che possono essere venduti ai mercati vicini – permette alle donne di acquistare scorte alimentari e, a volte, anche animali. Inoltre queste attività servono all’emancipazione della donna che spesso lotta ancora contro l’esclusione sociale.
E’ una lavorazione abbastanza complicata, che richiede abilità ed attenzione. Eccola:
August 02 MedianeraFOTO CON DEDICA
Questa foto mi è stata mandata dal parroco (che poi è mio nipote) della parrocchia di Medianera, in uno dei quartieri più poveri di Salta, in Argentina. Mi ha suscitato tante riflessioni... I bambini hanno fatto alcuni aquiloni con dei sacchetti carta ed ora si divertono a farli volare. Basta guardare le “case” per rendersi conto della condizione in cui vivono. Eppure non c’è foto in cui non si vedono visi sorridenti, persone che si aiutano, un gran senso di fraternità., anche a dispetto del freddo, del cibo che spesso scarseggia, della fatica di vivere dove manca quasi tutto…..
Ecco il perché della dedica.
Questa foto con un piccolo aquilone che si alza verso il cielo, la dedico agli adulti che hanno perso la speranza, a quelli che devono avere tutto, dagli ultimi modelli di televisione, al computer, alla macchinona, ecc. e poi sono sempre i primi a lamentarsi e a criticare…
E la dedico a tutti quei bambini che se non hanno la play station sono infelici. A quei bambini che – spesso non per colpa loro – non sanno più giocare avendo come solo “giocattolo” la fantasia……..
La gioia non va di pari passo con le cose che possediamo, ma con quelle che portiamo nel cuore…
|
|
|