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日志


8月31日

Ode al gatto

Ode al gatto

 

Di Pablo Neruda

 

Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia. volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere solo gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
fessura
per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c'è
enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d'accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl'imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

 

 

 

Charly

AMICI

 

 

Un altro dei dolci piccoli amici di Enea è andato a correre nei prati del cielo….

I nostri amici hanno una vita troppo breve rispetto alla nostra……

Così lo ricorda Cristina, che ha avuto la gioia di condividere con lui un tratto di strada….

 

 

A Charly

 

 

Ciao Charly,

 

Ecco l'alba, c'è il sole poi il giorno e il tramonto

 

Ecco l'alba, piove poi il giorno e viene la sera

 

Ecco la neve! soffice come le tue zampine che, con grazia, ci lasciavi il segno .....

 

Così le giornate passavano insieme a te, grande e unico Charly .....

.... piene di carezze, coccole e tante fusa!

 

Ora le giornate passano e mi consola il tuo ricordo dolce e infinito

durato quattordici anni

 

ma il mio cuore piange perchè non c'ero

quando hai smesso di respirare

 

....forse è stato il tuo sesto senso a permettere

che io non stessi peggio

 

Grazie Charly,

sei stato un regalo indimenticabile.....

 

Fai la nanna, tanta nanna Charlino e

stammi vicino.

 

Ciao!

 

Cris

 

 

 

A lui e agli altri nostri amici dedico questa canzone…

 

 

 

 

8月30日

Passioni

 

PASSIONI….

 

Gustav Klimt, nato il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, è stato uno dei massimi esponenti dell'Art Nouveau (stile Liberty, in Italia).

 

Utilizzando le innovazioni decorative di questa arte, di cui divenne il più grande rappresentante nel campo della pittura, sviluppò uno stile ricco e complesso ispirandosi, spesso, alla composizione dei mosaici bizantini, che aveva studiato a Ravenna.

 

Nella sua opera, si oppose alle idee conservatrici e dovette superara barriere e divieti per realizzare i suoi dipinti erotici e simbolici che rappresentarono i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell'uomo

L'ideale di bellezza per Klimt fu la donna giovane, erotica e seducente nei confronti dell'uomo, che invece denota spesso malinconia e solitudine.

Dipinse anche paesaggi; di particolare valore quelli realizzati nell'ultima parte della sua attività.

Morì il 6 febbraio del 1918, a séguito di un attacco apoplettico.

 

 

 

 

 

 

 

8月29日

ciao Virgilio

 

CIAO VIRGILIO!!

 

A 89 anni è morto Virgilio Savona, anima musicale del Quartetto Cetra.

 

 

Il Quartetto Cetra era questo

 

 

 

E questo

 

 

 

Ma Virgilio era anche questo

 

 

 

CIAO…….

8月26日

Dolomiti

 

BELLEZZE DI CASA NOSTRA

 

 Dolomiti - patrimonio naturale dell'UNESCO.

 

 

 

 



Il loro nome deriva da Déodat de Dolomieu (1750 - 1801) che ne determinò e definì la composizione della roccia.

La  Dolomia è una roccia particolare, che 200 milioni di anni fa  ha formato queste splendide vette che si innalzano nel cielo fino a 3.000 m.

 

 

 

Sono state dichiarate tra le più belle montagne del mondo. Chi è stato almeno una volta al cospetto di questi colossali rilievi rocciosi, non può più dimenticarli.

Rispetto ad altre montagne, belle anch’esse, sono più chiare, più colorate, più monumentali, come se un architetto avesse voluto mettere la sua mano esperta nel dare loro la forma……….






 

 

8月24日

Poesia piccola

 

Questa è mia:

 

"Poesia piccola"

Senza pretese
riempio un quaderno
di disegni e poesie.

Stracci di parole
scritte per nessuno
scritte per tutti.

Come lo "straccio di pace"
appeso alla mia lampada,
sono ali di libertà.

 

 

 

 

 

Errata corrige

 

ERRATA CORRIGE      

 

Da una certa Lucrezia mi è arrivata un’accusa di plagio perché avrei “copiato” una sua poesia (non so da dove, visto che il suo blog non è visibile se non si è iscritti – ed io non lo sono) che ho citato come scritta da una mia amica.

Non ho avuto modo di controllare la veridicità della cosa, comunque, per evitare polemiche e contestazioni ri-posto qui la poesia con il nome dell’autrice (non ho altri dati) e spero così di aver chiuso il discorso

 

 

Ti dedico una luna questa notte,
e carezze di seta
per i tuoi passi perduti.

Ché la luce dei tuoi occhi
non si spenga mai
e brillino come perle
i denti del tuo sorriso.

Che siano di velluto le tue vie
e armoniosi tuoi angoli,
che siano chiari i tuoi oscuri lati
e miele i tuoi rimpianti,

che siano margherite
le tue nostalgie.

Siano gentili i tuoi percorsi
e melodiosi i peccati,
siano ambra le lacrime versate.
E musica ogni lamento.

E leggero ti sia
ogni domani...

 

(Lucrezia)

8月19日

Giochi

GIOCHI

 

 

Cercando fra le immagini mi è capitata questa

 

 

E’ stata come una molla che ha aperto di scatto il cassetto dei ricordi…

Quando  ero bambina non c’erano tanti giocattoli: io ero la felice proprietaria di una bambolina di celluloide e una più grandina di pezza - Stellina (ora sarebbe di moda….) - più o meno come queste:

 

 

 

Avevo pentolini e un servizio di piatti e tazzine di porcellana, un caleidoscopio, una bella scatola di matite colorate e una corda per saltare

 

 

e tanta fantasia......

 

Ah! Dimenticavo… avevo anche una cosa che mi invidiavano in tanti: il teatrino delle ombre cinesi. L’aveva costruito papà con due fogli di carta oleata incollati in due cornici di cartone attaccate in cima e in fondo. Tra i due fogli – che rimanevano staccati, facevo passare delle figurine che avevo ritagliato nel cartoncino e con queste inventavo storie e commedie…… io ero “il burattinaio” e purtroppo quasi sempre anche il pubblico perché le mie sorelle avevano da studiare…

 

 

Invece, quando andavamo ai giardini e trovavo delle amichette, potevamo giocare appunto a campana: bastava avere un pezzetto di selciato, un sasso che potesse fare da gesso (funzionavano bene i pezzi di mattone rosso) e un sassolino piatto.

Il primo giro era facile: si tirava il sasso sull’uno, bisognava raccogliere il sasso stando su un piede solo e poi si saltava nella campana facendo attenzione a non pestare le righe… e così via di numero in numero.

Il difficile arrivava dopo, quando si doveva fare lo stesso giro tenendo il sasso in bilico su due dita o quando si doveva fare lo stesso percorso senza guardare…… chi percorreva la campana doveva dire ad ogni passo “sarà” e le amiche rispondevano “A”, ma se sbagliava era un coro di “U” e toccava ricominciare da capo…..

Tanti giochi sono “immortali”, con piccole variazioni li vedo giocare ancora....

“Regina reginella, quanti passi mi darai per arrivare al tuo castello?”…e lì succedeva che se si trattava di una amica i passi erano “5 da leone”, ma se dovevi dirlo a qualcuno che non ti era simpatico arrivavano i “20 da formica”…..

… A Roma si giocava a nascondarella (a Firenze è nascondino….. non so dalle altre parti, mi piacerebbe saperlo). A Roma si fa “tana”…a Firenze “bomba”…Che soddisfazione arrivare a fare “tana libera tutti!!!”

 

 

Ma il gioco che mi piaceva di più lo trovavo al mare, allo stabilimento dove andavamo sempre a Ostia, anzi, per essere esatti, a Castelfusano.

Lì c’erano due altalene altissime, proprio come questa

 

 

e io, spirito solitario anche da bambina, ero capace di passare la mattinata intera a “volare”, spingendomi sempre più in alto fino all’altezza della sbarra superiore……un’emozione fantastica! Probabilmente è per questo che non ho mai vietato alla mia figlia minore le sue arrampicate sugli altissimi abeti di Santa Marta, dove ora c’è l’università di ingegneria...

Poi, d’inverno, c’era questo…

 

 

E qui mi fermo perché non credo ci sia una persona che non lo conosca……

 

 

Fernanda Pivano

FERNANDA PIVANO

 

 

E’ morta, in una clinica di Milano, Fernanda Pivano.

Era nata a Genova 92 anni fa, il 18 luglio 1917.

Giornalista, scrittrice, traduttrice e critica musicale italiana, una donna impegnata in mille campi, una figura importante nella scena culturale italiana; è stata amica di autori leggendari, facendo conoscere in Italia gli scrittori della Beat Generation.

Soprattutto di Hernest Hemingway è stata grande amica e spesso ospite di lui a Cuba e in Italia.  Di lui ha tradotto Addio alle armi, curando inoltre la traduzione dell’intera opera.

A lei si deve la prima traduzione dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

 

Innato il suo amore per Fabrizio De André, che lei ritiene il più grande poeta della seconda metà del Novecento italiano. Famosa è rimasta la frase con cui gli ha consegnato il Premio Tenco 1997: "Sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio De André è il Bob Dylan italiano si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio De André americano."

Proprio nel ricordo di Fabrizio, ha aiutato Morgan nella realizzazione del remake di "Non al denaro, non all'amore né al cielo", famoso album di Fabrizio De André.

 

Un addio al suo dolcissimo sorriso….

 

  

 

8月18日

Frankenstein junior

 

Stasera divertiamoci un po’

 

 

 

 
8月14日

Woodstock

WOODSTOCK

 

 

Sono trascorsi quarant'anni dal 1969, anno dell'uomo sulla Luna e del festival di Woodstock. A metà agosto di quell'anno oltre 500.000 americani furono spettatori a Bethel di una kermesse musicale senza precedenti, dando vita all'evento rock più celebre della storia, un evento spesso osannato per i suoi significati generazionali o "rivoluzionari".

Era stato pensato come un evento di provincia, un po’ ispirato al musical Hair, tanto è vero che il primo nome doveva essere “An aquarium exposition”. Doveva essere una iniziativa commerciale e divenne  un evento epocale, uno degli eventi collettivi più importanti degli anni '60.

Furono tre giorni di pace, amore e musica, immersi in pioggia e fango, frequentati da uno sciame di ragazzi, diventando il manifesto sonoro del movimento hippy.

Hippy non era solo “pantaloni a campana e capelli lunghi”. Era un modo di pensare la vita, valori comuni condivisi, come i diritti umani fondamentali per tutti, la ricerca della verità e di un mondo migliore, la forza del cambiamento, la diffidenza per chi è al potere.

Gli artisti coinvolti appartenevano al pantheon del pop: Jimi Hendrix, Who, Jefferson Airplane, Canned Heat, Creedence Clearwater Revival, Joe Cocker, Janis Joplin, Santana, Grateful Dead, Crosby Stills Nash & Young e decine di altri.

 

 

Nel pomeriggio del 14 agosto la verde vallata di Woodstock sembrava un poetico campeggio per venticinquemila hippies.

I primi erano già arrivati durante la giornata dell’11 agosto. C’erano bambini che correvano a fare il bagno, mamme con i fiori nei capelli che li richiamavano, padri che osservavano sorridenti. Le cucine iniziavano a distribuire hamburger, hot dog, cibi naturali, spiedini, mentre intanto la circolazione di mescalina e Lsd, hashish e cocaina andava alla grande.

Una presenza costante era quella della security, circa trecento persone reclutate tra i poliziotti di New

York, con indosso una t-shirt rossa con la scritta “Peace” e sulla schiena la chitarra con la colomba, autentici poliziotti reclutati sulla base di un atteggiamento “non violento” nei confronti di capelli lunghi, amore per il rock e per le sostanze stupefacenti,

Durante la notte continua a riversarsi nella fattoria di Max Yasgur la gente che arriva dalla Route 17.

Venerdì mattina, 15 agosto, mentre la coda era arrivata a 30 chilometri, erano presenti già 200.000 giovani, ma pochissimi erano gli artisti che erano riusciti ad arrivare ne pressi del palco.

 

 

Il primo giorno è dedicato al folk.

Richie Havens è tra i pochi musicisti che erano riusciti a raggiungere il palco: gli altri erano ancora bloccati nell’ingorgo oppure stavano arrivando via elicottero.

Lang e Kornfeld riescono a convincere il gigantesco chitarrista folk afro-americano (doveva suonare per quinto) a salire sul palco subito, a rompere il ghiaccio: Richie suona per quarantacinque minuti, ma alla fine del suo set gi dicono “prosegui, vai avanti...”. E lui prosegue, poi prosegue ancora, poi – dopo circa novanta minuti di spettacolo e di bis comprendenti Hey Jude e Strawberry Fields Forever – inizia a improvvisare una canzone che lo legherà alla leggenda di Woodstock, “Freedom, oh freedom, sometimes i feel like a motherless child...”. Improvvisazione, calore della folla, le note che volano nell’aria: si intuisce che non è un concerto qualsiasi.

 

Poi ecco lo scatenarsi degli elementi: mentre in scena c’è la musica indiana di Ravi Shankar scoppia il primo temporale. Pioggia violentissima, le strutture che traballano sotto la forza dei venti, la gente che, nonostante tutto, non si muove dal posto guadagnato sotto il palco. Finisce la pioggia e inizia la parte più importante della prima giornata. Sul palco ci va prima Melanie, una delle più famose cantanti della scena newyorkese, poi Arlo Guthrie, che incanta con canzoni perfette come Comin Into Los Angels, Walking Down The Line e l’eterna Amazing Grace.

 

 

 

 Per finire, ecco Joan Baez, mostro sacro del folk. Joan, incinta al quinto mese, sale sul palco a mezzanotte. Il suo è uno dei concerti per cui vale la pena esserci: Oh Happy Day, Last Thing On My Mind, Joe Hill, I Shall Be Released, e poi Hickory Wind, Swing Low Sweet Chariot e We Shall Overcome.

Quando Joan scende dal palco sono quasi le due di notte. Il pubblico non si muove, dorme dove si trova: nessuno vuole perdere il posto guadagnato, . Circolano sandwich, hashish e allucinogeni, mentre il fango imbratta sacchi a pelo, tende e cucine.

 

Non c’erano recinzioni, non c’erano biglietterie: gli stand per la vendita dei biglietti non erano mai arrivati. E dei biglietti, ovviamente, non c’era l’ombra. Nel primo pomeriggio, dopo una consultazione tra Lang, Kornfeld e lo staff, un avviso fu dato dal palco: “da questo momento il Festival è gratuito”. Applausi.

 

Jimi Hendrix aveva insistito per essere l'ultimo ad esibirsi al festival, e il suo numero era stato previsto, così, per la mezzanotte; ma non salì sul palco fino alle nove del mattino di lunedì. La maggior parte degli spettatori aveva dovuto lasciare il festival e tornare alla routine dei giorni feriali, così che solo in 80.000 ascoltarono Hendrix, in una performance che fu quasi una rarità, per la durata (due ore, la più lunga nella carriera di Hendrix), l'energia straordinaria che le impresse, e il pubblico insolito, di pochi fortunati testimoni, nel campo ormai semivuoto, ancora pieno di tracce del grande evento che stava per finire.

 

 

Max Yasgur, che l'aveva ospitato sul suo terreno, parlò con stupore di come mezzo milione di persone, in una situazione che avrebbe permesso risse e saccheggi, avessero creato realmente una comunità motivata dagli ideali di pace e amore. "Se ci ispirassimo a loro", disse, "potremmo superare quelle avversità che sono i problemi attuali dell'America, nella speranza di un futuro più luminoso e pacifico...".

 

 

 

 

8月13日

Che bel colore il viola!!!

 

Che bel colore il viola!!!!!

 

Ieri mi è venuta a trovare una carissima amica. L’ho vista arrivare con un gran fagotto colorato.

È per te, mi ha detto…

 

 

L’ho guardata stupita…… le rotelline della mia testa erano tutte al massimo, ma non riuscivano ad immaginare il contenuto…..

Così, dall’esterno, poteva essere un dolce….. ma era troppo pesante! Idem per i biscotti…

Neppure una piantina (lavorando all’Istituto di Agraria mi ha fatto spesso sorprese di questo genere, magari con un arbusto raro, come questo pero cotogno....

 

 

Tutto questo in pochi secondi. Poso il colorato fagotto sul tavolo e levo la mollettina….. un lembo del tovagliolo cade giù….

 

 

 

Lo levo del tutto…ed ecco …..

 

 

C’è anche una ricetta appetitosa e semplice per fare le melanzane sott’olio…… mi metto al lavoro, vi farò sapere i risultati…..

 

P.S. Chi mi sa dare una ricetta “collaudata” per la Pasta alla Norma?

 

8月12日

Il piccolo Principe

 

Il piccolo Principe

Di Antoine de Saint Exupéry

 

Rimettendo a posto la libreria mi sono trovata tra le mani una vecchia copia de “Il piccolo principe”.

Non la trovavo più, così ne avevo comprata un’altra, uguale, con i disegni originali della prima edizione….

Mi sono messa a sedere e l’ho riletto…..

 

Questo è uno dei brani più belli…..

 

 

 

 

 

8月11日

sTELLE CADENTI

STELLE CADENTI
 
 
... e per smitizzare ecco Mordillo con una delle sue deliziose vignette!
 
 

 
 
BUONA NOTTE!!!!
 
 
 
8月10日

Perseidi

 

 

Lo sciame delle Perseidi o Lacrime di San Lorenzo

 

Dalla fine di luglio, fino al 20 agosto, la terra attraversa uno sciame meteorico chiamato “Perseidi” perché sembra provenire da uno stesso punto del cielo (Radiante), che è collocato appunto nella costellazione di Perseo.

In realtà tutti i corpi dello sciame si muovono parallelamente, ma poiché noi lo guardiamo dal basso, per effetto ottico, sembra che essi percorrano un arco nel cielo.

Le stelle cadenti, o meteore, sono le scie luminose prodotte dall'evaporazione nell'atmosfera di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere. Queste si trovano in grande abbondanza nello spazio intorno alla Terra, rilasciate soprattutto dalle comete lungo la propria orbita. Quando il nostro pianeta le investe, nel suo moto orbitale attorno al Sole, esse vengono distrutte.

 


Si tratta di particelle veramente minuscole.

Le più grandi pesano appena un decimo di grammo, ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose quanto le stelle più brillanti. Vengono rilasciate nello spazio dalle comete nel loro passaggio attorno al Sole, consumate dal suo calore e dal vento solare, un flusso di ioni molto energico emesso dalla nostra stella.

Collegata a questo avvenimento esiste nella mitologia la leggenda di Perseo.

 

 

Questa racconta che Perseo, dopo aver tagliato la testa alla Medusa, girando per il cielo in groppa al cavallo Pegaso nato dal sangue sgorgato dalla testa recisa della Medusa, vede in mezzo al mare una bellissima fanciulla, Andromeda, che è stata punita da Poseidone perché si dichiarava la più bella delle Nereidi, le ninfe del mare.

Andromeda sarà sbranata da un mostro marino, Cetus, chiamato da Poseidone, che sta per arrivare.

Perseo corre dai genitori di Andromeda, Cassiopea e Cefeo, chiedendo la mano della loro figlia.

Per salvare la ragazza Cefeo e Cassiopea sono costretti ad accettare, nonostante avessero sperato di darla in sposa a qualche re potente…

Perseo uccide il mostro e si presenta alla bella Andromeda che volentieri lo accetta come sposo, anche perché è piuttosto bello, dato che è figlio di Zeus - che ha sedotto la sua madre Danae trasformandosi in pioggia d’oro….

In questa parte di cielo si è svolta una vicenda di amore e morte, ma almeno per questa volta tutto finisce bene!!!!

Purtroppo quest’anno sarà veramente difficile osservare le “stelle cadenti” visto che in questi giorni la luna è nella sua fase piena, per cui inonderà il cielo con la sua luce…… e se qualcuno sarà così fortunato da vederne una si affretti ad esprimere il suo desiderio ……

 

La stella cadente

 

Quanno me godo da la loggia mia

Quelle sere d’agosto tanto belle

Ch’er celo troppo carico de stelle

Se pija er lusso de buttalle via,

ad ognuna che casca penso spesso

a le speranze che se porta appresso.

 

Trilussa

 

 

 

 

 

 

8月7日

Delfini

LA MIA BUONANOTTE CON UN SORRISO

 

 

E’ troppo grande il dolore che il ricordo di Hiroshima lascia nel cuore, soprattutto pensando a quante armi nucleari ci sono ancora nel mondo e a quanto poco l’uomo sembra aver imparato…….

 

Per me, per voi, ho cercato queste dolcissime creature per ritrovare il sorriso……

 

Nonostante tutto continuo ad avere fiducia nell’uomo, la cattiveria non avrà il sopravvento!

 

8月6日

Hiroshima

 

Hiroshima

 

Il 6 agosto 1945 alle 8:16 (ora locale) Little Boy, la prima bomba atomica ad essere utilizzata in un conflitto militare, esplose ad un'altitudine di 576 metri con una potenza pari a 12.500 tonnellate di TNT. Little Boy provocò: circa 130.000 morti, 177 mila persone sfollate.

 

 

Hiroshima, città simbolo, monito perpetuo a non dimenticare l’olocausto nucleare

Nella città, completamente ricostruita dopo l'esplosione atomica è stato costruito l'Hiroshima Peace Memorial Museum, ricco di oggetti, foto, plastici, filmati del prima e del dopo bomba. Sulla spianata davanti a questo è il Monumento in ricordo delle vittime della Bomba atomica, che conserva al suo interno i registri con i nomi delle vittime (quelle immediate e quelle che sono seguite nel corso degli anni). La prospettiva segue la fiamma che arderà finché nessuna bomba atomica resterà sul pianeta, per arrivare, sull'altra riva del fiume Kyobashi-gawa, fino al rudere della Camera di promozione industriale di Hiroshima, denominato A-bomb Dome, recentemente restaurato e consolidato nella struttura distrutta dall'esplosione. Con i resti della cupola che perse le lastre di bronzo al momento dell'esplosione, è forse questa l'immagine più conosciuta della città. Altri monumenti alle vittime si susseguono sulla spianata del Parco della Pace.

 

 

8月2日

Gli aquiloni

Gli aquiloni

 

Per un momento ieri, forse al tg3, per un breve spot mi è sembrato di vedere un’illustrazione de “Il cacciatore di aquiloni”, il bel libro di Kaled Hosseini: tanti, tantissimi aquiloni che sfrecciavano in un cielo ventoso sopra le terribili macerie della città di Gaza.

La spiaggia della Striscia di Gaza era popolata da ragazzi e bambini palestinesi impegnati a far svettare in cielo colorati aquiloni. L’Unrwa (l’agenzia dell’Onu per il Soccorso e l’Occupazione) ha indetto un torneo il cui obiettivo era di  battere il record mondiale di aquiloni in volo, lanciati contemporaneamente e nello stesso posto.

Alla competizione hanno partecipato centinaia di bambini iscritti alle attività organizzate dall’Unrwa per il periodo estivo.

Ma il torneo aveva uno scopo più importante: “Raggruppare centinaia di bambini palestinesi in uno dei posti più inaccessibili e militarizzati del pianeta, e farli giocare  con gli aquiloni divertendosi come tutti gli altri bambini del mondo”.

Un segnale per il mondo.

Gli aquiloni in cielo permetteranno a questi bambini di liberarsi per un po’ dalla triste e misera realtà che li circonda, mostrando al mondo la loro voglia di felicità, libertà e gratificazione”.

Questi bambini che soffrono la sete e la fame,  che sono prigionieri e privati di tutto dal momento che sono chiusi dentro una prigione quasi impenetrabile dalla quale si può entrare ed uscire da cunicoli da talpe a proprio rischio.

Bambini che non possono ricevere i tanti aiuti che generose organizzazioni internazionali di solidarietà hanno loro destinato e che giacciono bloccati o sequestrati delle forze armate israeliane e degli alleati egiziani al di la del grande Muro di recinzione.

 

Che questi aquiloni siano un messaggio di pace al mondo!