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9月28日 Galassie e nebule
GALASSIE & NEBULE
(ngc 238)
Oggi, verso le 16, ho provato a collegarmi col telescopio di Grove Creek in Australia. Ultimamente era sempre stato chiuso per maltempo, vento, uragano….oggi, finalmente, il telescopio funzionava e il cielo era limpido e nero…. Già, perchè da loro è piena notte!!!
Sono andata un po’ in giro nel cielo ed ho scattato due foto.
Mi fa sempre impressione fotografare il cielo, mi sento così piccola di fronte a quella bellezza e a quegli spazi infiniti, ma essere seduta davanti al mio computer e guardare il cielo dall’altra parte del mondo è davvero emozionante!
(tarantula)
Vi piacciono?
9月26日 Un ricordoUn ricordo
Giorgio Bettinelli fece parlare di sé più o meno dieci anni fa, per aver compiuto una di quelle imprese che si ricordano: Roma Saigon, tutta d’un fiato, a cavallo di una Vespa 125. Dopo quattro lunghi viaggi in Vespa attraverso 134 paesi, dopo più di 250.000 chilometri in sella alle sue due ruote, decise di stabilizzarsi in Cina dove si è sposato e viveva da quattro anni sulle rive del Mekong con sua moglie Yapei.
Giorgio è morto a Jinghong il 16 settembre 2008, all'età di 53 anni per un malore improvviso.
Prendo il ricordo dal sito del suo fans club:
"Rimango altre quattro ore in sella, e guido finché il sole è già quasi al tramonto, secondo una sana abitudine che da tempo ero costretto a perdere, prima di fermarmi in un villaggio qualsiasi per passare la notte. E’ una delle sensazioni che ho sempre amato di più, e che così spesso mi ha dato l'illusione di essere libero e padrone della mia vita: quel grappolo di minuti dalla consistenza indefinibile, quando non è ancora buio e non è più giorno, e tu entri in un posto che non hai mai sentito nominare, con la consapevolezza che domani sarai già lontano, e che per altri mesi, per altri anni, per altri grappoli di minuti della stessa intensità continuerai ad allontanarti, assecondando il dipanarsi di una matassa il cui filo ti si srotola tra le mani senza farsi accorgere, e finisce dall'altra parte del mondo".
(da "Brum Brum - 254.000 chilometri in vespa" di Giorgio Bettinelli)
Buon viaggio Giorgio
Grazie per la poesia delle tue scelte; grazie per la purezza di chi abbandona gli standard e l’intelligenza di chi si lascia muovere solo dal sentimento.
9月25日 rIDETE!!!RIDETE!!!
Sul blog della mia amica Monik, che scrive dall’Argentina, c’era questo bel decalogo. L’ho tradotto (speriamo bene!) per poterlo rileggere ogni volta che c’è bisogno di ridarsi la carica….
Dieci ragioni per farsi una bella risata:
1) E’ una sterminatrice naturale di stress. 2) Riduce il rischio di malattie cardiache. 3) Rinforza il sistema immunitario. 4) E’ un ottimo esercizio. 5) Tiene lontane la depressione e l’ansia. 6) Ridete, vi sentirete più giovani. 7) Ti fa essere più amato 8) Ridere ti fa sentire più sicuro 9) Allevia il dolore 10) Fa bene al corpo, alla mente, allo spirito
Con l’età arriva anche il buon senso.. Però…. Non lo dite a nessuno
povertàPOVERTA' NEL MONDO
Giro volentieri da AVAAZ, io ho firmato, non voglio vergognarmi di essere italiana....
Cari amici, summit Onu di stasera, alle 4 ora di New York (le 10 ora italiana). Maggiore sarà il numero di nomi sulla petizione, più forte sarà il messaggio che le promesse sulla povertà si devono mantenere. Clicca sotto per firmare ora:
9月21日 msnstagioni
STAGIONI
Oggi – equinozio d’autunno Amo questa stagione, non la sento triste… Amo i suoi colori, il primo fresco, la prima pioggia – quest’anno così desiderata… Amo ancora – all'età mia....non lo dite a nessuno!! – camminare sulle foglie secche per sentirle cantare... Allora ho cercato tra i miei ricordi una poesia che non fosse triste, ma che raccontasse i semi di speranza che ogni stagione porta…
Autunno
Il cielo ride un suo riso turchino benché senta l'inverno ormai vicino. Il bosco scherza con le foglie gialle benché l'inverno senta ormai alle spalle. Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo, benché senta nell'onda il primo gelo. é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo un fiore strano,un fiore a ombrello,un fungo.
(M. Moretti)
9月17日 una bontà
LA SCHIACCIATA CON L’UVA un dolce tipico di questa stagione.
Nelle campagne fiorentine qualche secolo fa si coltivava una varietà di vite chiamata “canaiola”. Era un’uva dai chicchi piccoli e pieni di semini, per cui non poteva essere usata per la vinificazione. Per non sprecare questo prodotto i contadini pensarono di utilizzarla per farne una schiacciata da portare nelle sagre contadine. La semplicità degli ingredienti testimonia le modeste origini di questo dolce: pasta di pane, olio d’oliva, uva e zucchero. Immutabile il tipo d’uva che si trova in vendita in questo periodo come “uva da schiacciata”. Il dolce sembra di facile realizzazione, anche se proprio la sua semplicità la rende difficile. In realtà dovrebbe essere fatta dai fornai perché solo il forno a legna ne esalta tutta la bontà (mai comperarla in pasticceria… non è la vera schiacciata ma un dolce con l’uva!) Si prende la pasta di pane (siamo a Firenze e il pane è senza sale, per cui si può prendere la pasta già pronta dal fornaio), si aggiunge un po’ d’olio d’oliva insaporito facendolo scaldare con del “ramerino” (così si chiama il rosmarino a Firenze). Si divide la pasta in due parti, di cui una più abbondante dell’altra, e si spiana la maggiore, con la quale si ricopre una teglia oliata. La pasta deve traboccare dalla teglia. Si copre la pasta con l’uva, si spolvera con zucchero, si ricopre con l’altra metà della pasta spianata e si sigilla con la pasta rimasta sul bordo della teglia.
Sopra si mettono altri chicchi d’uva ed una nuova spolverata di zucchero. A questo punto si passa nel forno ben caldo per 30 minuti circa.
Per gustarla deve essere lasciata raffreddare completamente per permettere allo zucchero dell’uva di fondersi con quello semolato. Ciò permette alla schiacciata di acquistare il suo inconfondibile sapore. Questa è la ricetta classica perché si possa parlare di schiacciata con l’uva. Gli amanti dei dolci “dolci”saranno delusi dalla scarsità di zuccheri e grassi ma il segreto del successo della “schiacciata con l’uva”sta proprio nel fatto che non resta stucchevole e si può mangiare più volte al giorno e quanta se ne vuole...
Volete favorire?
9月16日 drappalioIL DRAPPALIO
Domenica 14 settembre è tornato a Settimello, nel Comune di Calenzano, il Drappalio. Una delle più belle caratteristiche di questa manifestazione è che tutti i proventi vengono devoluti a persone indigenti o associazioni di volontariato. Mentre davo una mano al banchetto dei Bambini nel Deserto, insieme a Benedetta (nella foto)
mi sono goduta quest’altra chicca del folklore fiorentino. A contendersi il Drappalio vengono vari gruppi della Toscana (i cavalieri venuti da Arezzo, Siena, Firenze, Pistoia, tanto per nominare le città più importanti, e naturalmente i “Cavalieri della Torricella, il gruppo di Settimello). Il suo nome deriva dalla fusione di drappo – il drappo medioevale, cioè uno stendardo - e palio. Prima della gara vera e propria un corteo in costume, colorato e fantastico, accompagnato dalle chiarine e da tamburi, sfila per le vie del paese:
Poi al ritorno iniziano le 3 prove: La prima è la prova di forza che mette a dura prova i muscoli dei partecipanti: i cavalieri devono resistere più a lungo possibile reggendo dei ferri di cavallo messi su una spada che devono tenere dall’impugnatura e con una sola mano. La seconda, la prova di gentilezza è eseguita dalle donzelle che devono riuscire a centrare un paletto con dei cerchietti di legno. La terza, quella della destrezza, e svolta da arcieri che scoccano le loro frecce per centrare un piatto di argilla e far suonare una campana. Alla fine tutti si riuniscono nel piazzale dell’MCL che ospita ogni anno questa gara.
Suono di chiarine, sbandieratori, un combattimento con le grosse spade dell’epoca, e alla fine la premiazione del vincitore: applausi a non finire e grida di gioia per la vittoria dei cavalieri di Settimello. A loro viene consegnato il Drappalio che quest’anno è stato dipinto da Lara Molinari, disegnatrice Disney. Guardate che cosa deliziosa!
Per fortuna anche oggi il tempo ha avuto misericordia - forse partecipe della bella iniziativa – e dopo gli acquazzoni della mattina ha regalato un pomeriggio ventilato (parecchio) ma asciutto..
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Una curiosità : per arrivare a Settimello si passa da Quarto, Quinto e Sesto fiorentino......
9月15日 FierucolaFolklore
Parlando della rificolona avevo accennato alla Fierucola del pane che si è svolta ieri 13 e oggi 14 a Firenze. Fino ai primi del 1800 era continuato il mercato della rificolona, quando i contadini venivano a vendere i loro prodotti nella piazza ss. Annunziata in occasione della festa della madonna.
Poi per circa 150 anni questa usanza si era persa e fu solo nel 1983 che nella piazza si svolse la prima Fierucola riservata alle produzioni bio ed ecologiche, che venne intitolata al Pane come simbolo dei bisogni primari dell’uomo. La Fierucola – che quest’anno compie i suoi 25 anni - propone prodotti di agricoltura biologica realizzati in piccola scala (per lo più si incontrano famiglie giovani, o ragazzi che con entusiasmo hanno ripreso l’attività dei genitori e nonni per tornare alla serenità della campagna), artigianato manuale- quest’anno dedicato particolarmente alla ceramica. Sotto il loggiato avevano creato un laboratorio per i piccoli intitolato “la bottega di Geppetto” dove si costruivano giocattoli di legno: era fantastico vedere la concentrazione di questi piccoli e piccole alle prese con sega, martello e chiodi!!! Nel programma di quest’anno erano previste anche la mostra “il pane quotidiano”, alcuni incontri sempre incentrati sul pane: “il pane e i contadini”, “il futuro del cibo”, e uno molto particolare sull’uso della paglia di cereali nella realizzazione di case. Bellissimo poi lo spazio in cui venivano spiegati i vari tipi di grano e di panificazione, all’interno del quale alcuni “fierucolanti” davano lezioni pratiche su come preparare il pane. Con un’amica siamo andate sabato… nonostante il maltempo!
Abbiamo dato il nostro voto a questo banco, così colorato nella semplicità del prodotto… Neppure i violenti acquazzoni sono riusciti a spegnere l’atmosfera giocosa della piazza….
9月14日 Tiziano
70 anni fa nasceva Tiziano Terzani. Giornalista impegnato, sempre alla ricerca della verità profonda degli avvenimenti, viaggiatore appassionato e osservatore acuto delle situazioni. I suoi libri non sono solo resoconti di guerra, il suo sguardo va oltre gli avvenimenti per avvicinarsi alle vicende umane di quei popoli. Poi, alla scoperta della malattia, ancora viaggiatore, ma all’interno della sua vita, della sua anima, sempre alla ricerca della verità, fra i silenzi dell’Himalaya prima e fra le sue colline pistoiesi fino alla fine. Ed anche questo viaggio, così personale, così intimo, ha voluto registrarlo – giornalista della sua personale guerra – raccontandolo a suo figlio Folco, con quella sua voce forte e squillante che alla fine era diventata un affaticato sussurro. Un grande, un poeta, un amico. 9月13日 PioggiaPIOGGIA
Dopo innumerevoli danze per la pioggia finalmente è arrivata e con lei un po’ di refrigerio!
Ho sentito qualcuno lamentarsi perché sciupa il week-end Avrei voluto fargli leggere queste poche righe di un resoconto di viaggio in Mali…
“Oggi vorrei raccontarvi di un piccolo villaggio di circa 2000 persone di etnia dogon e peul che vivono bevendo acqua raccolta in grandi bozze scavate a terra. Immaginatevi di vedere bambini e animali bere dalla stessa pozza. L'acqua che è di un colore rosso acceso, ovviamente non è "potabile", ma questo poco importa.”
E fargli vedere una foto così: un pozzo nel deserto e – spesso – sei o sette chilometri per arrivarci, col bimbo sulla schiena e al ritorno anche con l’acqua nel secchio.
Le foto e il brano della lettera sono tratti dal sito Bambini nel Deserto...... un sito che vi consiglio di visitare!
http://www.bambinineldeserto.org
9月8日 bambinoPOESIE
L'ho trovata oggi questa dolce poesia di Alda Merini:
Bambino
9月7日 rificolona
ONA, ONA, ONA, MA CHE BELLA RIFICOLONA……
Già da alcuni giorni ludoteche e circoli sono in fermento: grandi e piccini si ritrovano per preparare le “rificolone” I "nonni di Piazza Tasso" ne hanno costruite qualche centinaio, che verranno poi distribuite ai bambini.
Costruire la rificolona non è facile, ci vogliono mani abili, carta, forbici, colori, cartoni e tanta, tanta fantasia…. E in più tanti piccoli segreti, primo fra tutti il metodo per costruire l’alloggio del lume, che deve essere ben attaccato alla struttura per tenere saldamente in piedi la fiaccola per non incendiare la carta della lanterna.
E la sera del 7 settembre (vigilia della festività della Natività della Madonna) la gran festa.
Le lanterne illuminano i balconi e cortei di bambini – organizzati da parrocchie e circoli – sfilano per i quartieri con le loro lanterne colorate, al canto del “tormentone”:
Ona, ona, ona, ma che bella rificolona! La mia l’è co’ fiocchi La tua l’è co’ pidocchi. E l’è più bella la mia Di quella della zia.
Questa festa nasce verso la metà del seicento, quando contadini e montanari scendevano dalle colline di Vallombrosa e Impruneta verso Firenze, sia per rendere omaggio alla Vergine Maria nella Chiesa della SS.Annunziata, sia per vendere i loro prodotti sotto il loggiato dello Spedale degli Innocenti.
Per essere pronti la mattina presto, arrivavano il giorno prima e bivaccavano sotto il porticato, facendosi luce con lampioncini protetti da un involucro di carta e appesi a lunghi bastoni di legno. La notte, però, erano presi di mira dai giovani fiorentini. Erano soprattutto le donne a farne le spese: era un seguito di allusioni e matte risate per i loro vestiti ma soprattutto per gli ampi seni e le forme abbondanti. Così venivano chiamate “fiorucolone” (cioè coloro che partecipavano alla fierucola) o più maliziosamente “fieroculone”.
Da qui il passaggio per corruzione, alla odierna “rificolona” Ancora oggi si usa la parola come espressione critica e scanzonata, per indicare una donna vestita e truccata senza gusto e in modo troppo vistoso.
Col passare del tempo la festa divenne una vera e propria tradizione: si costruivano lanterne raffiguranti buffe figure femminili che venivano portate in giro tra suoni di campanacci, urla e fischi. In ultimo il lancio delle bucce di cocomero con cui si cercava di far prendere fuoco alle lanterne. Negli anni 50 è nata anche la tradizione della parata sull’Arno: allegorie di cartapesta portate su barconi infiorati e illuminati da centinaia di lampioncini che scivolano sull’acqua tra il Ponte Vecchio e il Ponte alle Grazie, tra gli applausi dall’una e dall’altra riva.
Questa è una delle feste più amate dai bambini ed è una bella tradizione. Peccato però che, mentre in centro la festa viene ancora vissuta in tutta la sua allegria, in periferia, invece, non si vedono più i lampioncini e pochi sono i cortei di bambini. Altre etnie – i cinesi, per fare un esempio – ricordano tutte le loro festività ( quante volte è passato il drago per le vie del quartiere di San Donnino – chiamata San Pechino per la loro forte presenza …). E' bello ospitare alte culture, ma non si può perdere le nostre radici!
Sabato e domenica prossimi la gran fiera in Piazza SS.Annunziata….
ma di questo vi racconterò al momento……
9月6日 Motori di ricercaMOTORI DI RICERCA
Sui “solchi” di un amico ho trovato questo giochino. Non potevo non cimentarmi anche io in questa impresa. Ecco il risultato:
1 – La mia età al prossimo compleanno:
2 – Un posto che vorrei visitare:
3 – Il mio posto preferito:
4 – Il mio oggetto preferito:
5 – Il mio cibo preferito:
6 – Il mio animale preferito:
7 – Il mio colore preferito:
8 – Il posto in cui sono nata:
9 – Il posto in cui vivo:
10 – Il nome dell’ animale domestico che ho:
11 – Il mio nick name sul blog:
12 – Il mio vero nome:
13 – Il nome della mia nonna paterna:
14 – Il nome della mia nonna materna:
15 – Una mia brutta abitudine:
16 – La mia vacanza preferita:
9月5日 terra & sabbiaSegnalazioni…2
….. e, tanto che ci sono, vorrei segnalarvi anche questa iniziativa del mio caro amico Maxtraetto. Leggete, partecipate e cerchiamo di lavorare tutti insieme per la pace….
una segnalazioneUNA SEGNALAZIONE
Questa lettera Don Alessandro l’ha mandata ai suoi amici, ma ho pensato che era giusto farla conoscere anche ai miei amici (di cui conosco la sensibilità). Quali situazioni di estrema povertà esistono in tante parti del mondo…. Hola a todos, vuol dire, Ciao a tutti!
E' tornato settembre, quindi credo che ormai le vostre vacanze sono terminate. Si torna alla vita e alle battaglie di tutti i giorni. Qui da me invece la guerra non e' mai finita e sta dando le sue vittime. In questo mese di agosto, che qui e' pieno inverno, ho celebrato il funerale di un bambino di tre mesi morto per il freddo!, di un ragazzo di 17 anni che si e' suicidato per la situazione tragica in cui vive la sua famiglia!, e quasi di una mamma ( ma l'abbiamo salvata in tempo) che si stava uccidendo per lo stesso motivo. Basta, non e' possibile, non ce la faccio. Per questo vi chiedo il vostro aiuto, che sento urgente e indispensabile. Purtroppo senza soldi non si puo' fare nulla, e qui stiamo costruendo due opere importanti per il quartiere che pero', per mancanza di soldi, stanno andando con una lentezza esasperante. La prima e' una casa dove ci saranno un sacco di cose belle: primo, ospitera' un gruppo di laiche consacrate, signore sole o vedove che consacrano la loro vita a Dio vivendo di volontariato. Sara' un aiuto importante per il quartiere. Gia' con loro stiamo visitando tutte le famiglie, scoprendo tante situazioni tragiche, ma vivendo lontano possono venire solo una volta a settimana. Vivendo qui invece potremo fare un lavoro piu' rapido ed efficace. In questa stessa casa ci sara' poi la nuova mensa, che sara piu' spaziosa, piu' pulita ed efficente, dove potremo dare da mangiare a piu' bambini dei gia' 220 che mangiano ogni giorno. Ci saranno anche delle stanze dove potremo fare dei corsi professionali per i ragazzi, di cucito, parrucchiera, cucina e tanti altri, per dare una possibilita' lavorativa a tanti giovani. Queste stesse stanze poi saranno utilizzate anche per ospitare quanti di voi vogliano vedere con i loro propri occhi quello che stiamo facendo, e qui vi aspettano tutti! L'altra opera che stiamo realizzando sara' un piccolo centro sportivo, che pero' qui e' necessario. I ragazzi di qui non hanno un posto dove riunirsi e dare due calci al pallone. La unica cosa che c'e' e' la strada, piena di polvere quando il clima e' secco, o solo fango quando piove. Avere un posto dove riunirsi e uscire dai pericoli e dalle tentazioni della strada, fare sport, salutare e pieno di valori che qui nessuno gli insegna, sarebbe una cosa eccezionale. Sara' un luogo dove potremo fare corsi di sport di vario genere, potremo anche fare teatro o corsi di ballo, qualsiasi cosa che possa dare una prospettiva diversa dalla poverta', dall'alcol e dalla droga che sembrano l'unico futuro di questi ragazzi. Chi mi conosce bene lo sa che per me e' tanto difficile andare a chiedere soldi, ma l'urgenza che sento per la gente di qui e' troppa. So anche che in Italia le cose non vanno tanto bene, e ci sono famiglie che davvero non arrivano a fine mese con il loro stipendio. Ma sapete che qui un euro ne vale quasi cinque, e quindi basterebbe un poco di tutti per poter fare tanto. E comunque sia, chi ha una coscienza cristiana, sa che chi fa qualcosa per i fratelli piu' piccoli lo fa per il Signore, e Lui la ricompensa la da per davvero. Ogni semino che metteremo non andra' sprecato, lo sapete, ci metto l'impegno della mia vita e l'aiuto del Signore. Fate conoscere anche questa cosa ad altre persone, date il mio indirizzo, e soprattutto l'indirizzo del mio blog dove sto raccontando cosa facciamo e sto mettendo le foto: http://realdonniecinema.spaces.live.com cosi' piu' gente potra' aiutarci. Per favore, ne abbiamo bisogno. Grazie davvero per tutto e che Dio vi benedica attraverso la benedizione dei poveri. Don Alessandro (Donnie) 9月4日 roma 4
ROMA 4
E’ rimasto un giorno. Domattina riprenderò il treno per tornare a Firenze….. da casa…. a casa… Potrei fare un’altra passeggiata, ma tanto non riuscirei mai a rivedere tutto quello che vorrei. Allora programmo un giro diverso… un giro che torna indietro nel tempo. Nostalgia? No, direi più tenerezza, ricordo... Mi sono allontanata da Roma per mia scelta, sapevo bene che la mia vita stava cambiando direzione….ed in più andavo in una città che amavo tanto: quanti viaggi abbiamo fatto io e mia sorella a bordo della nostra “cinquecento”, la Pussiquetta, da Roma a Firenze e ritorno, anche solo per respirare un po’ di aria fiorentina … Così ci siamo messe a guardare i vecchi album di fotografie, quelle dei nonni e di mamma e papà…giovani e belli, e poi le mie sorelline e dopo qualche anno anche io. Una storia che si srotola piano attraverso le immagini, dalle prime foto dalla metà dell’ottocento ai primi del novecento, immagini così strane rispetto alle foto di ora, in bianco e nero… anzi spesso color seppia, piccole che ti ci vuole una buona vista per capire chi c’è. E i vestiti, le prime auto, i costumi da bagno che azzardavano la vista delle braccia e delle gambe – dal ginocchio in giù…… Stupende! Poi piano piano la famiglia che cresce, fino alle ultime foto nostre che però negli album “collettivi” si fermano a quando anche noi eravamo giovani mamme, anche parecchio belline!!!! Va via la mattinata intera. Al pomeriggio invece andiamo a trovare una delle cugine, Fiora, che abita ai Prati Fiscali…. Praticamente dall’altra parte di Roma. Fiora ha 83 anni ed una gioia di vivere che è stata sempre la sua caratteristica. Sempre sorridente, sempre amorosa con tutti. Solo lei era a Roma dei vari cugini e cugine( la nostra parentela è strettissima perché tre fratelli hanno sposato tre sorelle)…. Entrando nella sua casa mi sembra di tornare indietro nel tempo, come nei salotti dove si ritrovavano nonna con le sue amiche quando io ero piccolina. Questa donna fantastica ha preparato la tavola con una tovaglia ricamata, piattini e tovaglioli coordinati, le ciotoline per il gelato, i bicchieri colorati e le bibite, la caraffa dell’acqua fresca, la zuppierina d’argento con i biscotti, i fiori nel mezzo e il suo affetto che riempie ogni piccolo spazio della casa. Riesce a strabiliarmi ogni volta: ora sta preparando una ragazza per gli esami di giurisprudenza all’università….. e poi, parlando un po’ di sé ha da ridire sul dottore che le dice di far attenzione alla schiena…. E lei alzandosi di scatto fa “ma cosa pretende quell’uomo… meglio di così!!!” e con una disinvoltura estrema, chinandosi, si tocca i piedi con le mani!!!!! La distanza è grande e, nonostante la città sia ancora vuota e ci sia poco traffico, abbiamo passato più tempo sui mezzi che con lei…. Ma ne valeva la pena!!!
http://it.youtube.com/watch?v=btnT4eb3SQ8
Ciao Roma!
9月2日 rOMA 3ROMA 3
Ed ecco l’ultima passeggiata: questa volta in centro. Ancora una volta con mia sorella. Con l’87 scendiamo in Largo Argentina. Passiamo davanti al teatro che ci ha visto mille volte durante le stagioni di prosa. Davanti al teatro passa il tram….. mi viene subito agli occhi la visione della tramvia a Firenze….. questi “cosi” verdi, che somigliano più a treni che ai tram di anni fa, davanti al Duomo a Firenze…. Cancello subito l’immagine…non mi voglio intristire, questi giorni sono tutti per Roma!
Da piazza Mattei facciamo una deviazione per il Ghetto. C’è poca gente e si può girare con calma. La prima cosa che si incontra è la Fontana delle Tartarughe.
Entriamo poi nella via del Portico d’Ottavia e nella piazza. Anche così deserto il Ghetto ha una sua suggestione, con i palazzetti intitolati alle famiglie,
le finestre fiorite, le strade ordinate e pulite;
purtroppo i negozi sono ancora chiusi per le ferie, avrei comperato volentieri il loro pane azzimo… che non ha niente a che vedere con quello che si trova nei supermercati…
Entriamo nel cuore di Roma, le stradine - mai dritte - che lasciano vedere scorci fantastici: un campanile che svetta dietro una palazzina, una terrazza fiorita, un cancello che nasconde antiche case….Ci avviamo per via dei Giubbonari verso Campo de’ fiori.
Giordano Bruno sta a guardia del mercato e dall’alto del suo piedistallo mi guarda con aria seccata…. Peccato che è in controluce e non posso fotografarlo… Anche qui al mercato mancano tanti banchi – cosa che mi rattrista un po’ perché è un segno di questi tempi di crisi: quando mai un bottegaio avrebbe chiuso il suo banco al mercato, soprattutto in agosto !!! Comunque quelli che sono aperti, sono una gioia per gli occhi. I banchi sono preparati con gusto, e anche se si tratta di pomodori, frutta e verdura sono così ben disposti che sembrano quadri…
Andando avanti per via del Pellegrino abbiamo la fortuna incredibile di trovare aperto l’Arco degli Acetari e posso godermi quell’angolino d’incanto!
Si arriva in Piazza Navona…
La piazza ricalca la forma e le dimensioni dell’antico Stadio di Domiziano. Fino al XIX secolo veniva utilizzata per vari spettacoli. Nel mese di agosto veniva allagata chiudendo gli scarichi delle fontane e vi si svolgevano naumachie. Da qui probabilmente il nome, passando da “in agone” a “nagone” e quindi “navona”. La fontana dei fiumi è chiusa perché la stanno restaurando, ma la piazza è così bella da lasciare senza fiato. S:Agnese in Agone con la sua cupola e i campanili gemelli….. bellissima, nonostante le battute tra Borromini e Bernini,
i balconcini fioriti, i bar eleganti…. l’armonia del suo ovale, tutto la rende un piacevole salotto… I resti dello Stadio di Domiziano si possono ancora visitare…
Mentre ci avviamo alla fermata dell’autobus per tornare a casa, passiamo davanti all’hotel Raphael (quello, per intenderci, che ospitava Craxi) da cui si scorge il pinnacolo di Santa Maria della Pace,
e davanti al buffo palazzo che ha un lato rotondo come fosse la poppa di una nave.
L’autobus passa per i Fori Imperiali….. che voglia di scendere e farmi un altro giro tra i ruderi …. Sono arrivati i turisti… c’è troppa gente ora… sarà per un’altra volta!
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