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日志


11月27日

nUVOLE

 
NUVOLE
 
 
Stamani c'era una farfalla nel cielo......
 
 

11月25日

Mai più

MAI PIU'
 
 

Oggi, domani, sempre battiamoci perchè smetta questa violenza sulle donne...sotto qualsiasi cielo!

11月23日

Ossi di seppia

 

 

Ossi di seppia

 

So l'ora in cui la faccia più impassibile
è traversata da una cruda smorfia:
s'è svelata per poco una pena invisibile.
Ciò non vede la gente nell'affollato corso.
Voi, mie parole, tradite invano il morso
secreto, il vento che nel cuore soffia.
La piú vera ragione è di chi tace.
il canto che singhiozza è un canto di pace.

 

(Eugenio Montale)

 

 

 

11月20日

Supermercato

 

SUPERMERCATO

 

 

Questa mattina sono andata a fare la spesa al Supermercato.

E’ un bel negozio, ben fornito, con carne e pesce fresco, una grande scelta di marche (ma sono buoni anche i prodotti col loro marchio…. e costano la metà) un’ottima libreria per grandi e bambini, dove di solito faccio la sosta più lunga……

Un reparto molto ben curato è quello delle piante e dei fiori….

Ci sono anche i mazzi già preparati, sempre fatti con gran gusto.

Stamani mi sono fermata a fotografarli perché i mazzi erano particolarmente belli…..

 

 

11月13日

Il maestro e il crocifisso

UNA FAVOLA PER GLI ADULTI…..

 

“....Arrivò persino a togliere il crocifisso dalle pareti perché non doveva esserci neppure un simbolo che potesse far pensare ad una scuola confessionale”.

Questa decisione che scatenò un putiferio di polemiche è don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana,

Sentir ora dire che il crocifisso identifica una tradizione nazionale come la nostra, che è cristiana, mi addolora profondamente. Per chi crede il crocifisso non sono i due legni ma l’uomo che è morto inchiodato su di essi…..e non è una tradizione.....

L'approdo della laicità è una delle grandi scelte del concilio Vaticano II, quella laicità è per tutti il collante decisivo di una società nella quale sono chiamati a vivere ed a costruire il futuro donne ed uomini diversi per colore della pelle, religione, cultura ma uguali per un dato essenziale, l'essere persone, con diritti, doveri, dignità, ansia di giustizia e di promozione.

Così quando nelle note della mia amica Suny ho letto questa “favola” l’ho riproposta subito perché con tanto garbo chiarisce l’idea….

 

 

 

.IL MAESTRO E IL CROCIFISSO

 

C’era una volta una scuola.
Nella scuola c’era una sola classe.
Nella classe c’era un solo maestro.
Nella scuola non c’erano alunni, la classe era vuota e il maestro era sempre solo.
L’uomo era diventato molto triste poiché un maestro senza alunni è come un poeta senza amore.
Proprio nel momento in cui stava per abbandonare la scuola e cercare un altro lavoro, arrivò in classe il primo alunno.
“Benvenuto”, disse l’insegnante. “Come ti chiami?”
“Il mio nome è Mario”, rispose il bambino.
“Di che religione sei?” domandò il maestro.
“Sono cattolico”, rispose il piccolo.
Allora l’uomo, pensando di fare un piacere a Mario, l’indomani gli fece trovare un crocifisso sulla parete alle proprie spalle:
Il bambino era tutto preso a fare un disegno e non sembrò affatto più felice del giorno precedente, tuttavia il maestro si disse che comunque aveva avuto una buona idea.
Poco tempo dopo arrivò in classe una bambina.

Come ti chiami?” chiese il maestro.
“Il mio nome è Myriam”, disse la piccola.
“Di che religione sei?” domandò l’insegnante.
“Sono ebrea”, rispose lei.
Allora l’uomo, per non fare un torto a quest’ultima, l’indomani sistemò accanto al crocifisso la Stella di David:
Pure Muhammad, intento a colorare un foglio, non sembrò gioire della cosa come il maestro si aspettava, ma questi si disse che magari avrebbe gradito più avanti.
Col tempo arrivarono altri alunni, ognuno di una religione diversa, ma tutti ugualmente amavano disegnare e colorare.
C’era un bambino buddista, uno induista, uno taoista e molti altri ancora.
Ognuno dichiarò di seguire un credo diverso da quello degli altri.
La parete nel frattempo era già piena e il maestro non sapeva come fare per essere equo e rispettare tutti gli alunni.
L’uomo era molto preoccupato e in quel momento si ricordò dei giorni in cui era tanto triste, perché era solo e la classe era vuota.
All’indomani i bambini entrarono in classe e trovarono la parete vuota
Il maestro si aspettò che gli alunni se ne accorgessero e gliene chiedessero conto, ma nessuno all’inizio sembrò dare importanza alla cosa.
Dopo qualche minuto uno di loro richiamò l’attenzione dell’uomo con la manina alzata: “Maestro…”
“Sì?” fece quest’ultimo.
“Posso attaccare il mio disegno sul muro dietro di lei?” chiese il piccolo.
“Anch’io!” esclamò una bimba.
“Pure io!” gridò un’altra.
“Anche io voglio attaccare il mio disegno!” strillò un altro ancora e così tutti gli altri.
E fu così che il maestro scoprì che era molto meglio ricoprire la parete con i sogni dei bambini, che con i bisogni dei grandi…

 

11月12日

Voglia di vivere

 

Voglia di vivere

 

Passando per il giardino, mentre tornavo dalla spesa, mi ha colpito questa piantina che usciva dalla sbarra del parcheggio delle biciclette:

 

 

Mi sembrava impossibile che uscisse così dal metallo perciò ho guardato dall’altra parte per vedere se per caso la piantina si fosse arrampicata lungo la sbarra ma niente….. era proprio vero….

 

 

Mi ha fatto una tenerezza infinita….. come è grande la voglia di vivere, che cose meravigliose ci fa vedere la natura!

Ancora non si è stancata degli uomini nonostante sia così maltrattata.....

 

 

 

11月11日

Fra Martino

 

San Martino

 

 

Certo…e anche oggi, 11 novembre – San Martino di Tours, come quasi ogni anno, è stata una bella giornata di sole…..

 

Non volevo terminare questo giorno senza un saluto a questo santo che amo molto, il suo “dividere il mantello col povero” lo sento come un gesto di comprensione, di antirazzismo, di condivisione….

 

Così lascio la mia buonanotte con questa splendida versione di “Fra Martino campanaro”, una cantilena che penso tutti abbiamo cantato…..

 

 

11月4日

imitazione

 

Camminando, sulle foglie cadute dagli alberi…….

 

XXXV - IMITAZIONE

 

 

Lungi dal proprio ramo,
Povera foglia frale,
Dove vai tu? - Dal faggio
Là dov'io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
Dal bosco alla campagna,
Dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
Vo pellegrina, e tutto l'altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,
Dove naturalmente
Va la foglia di rosa,
E la foglia d'alloro

 

(Giacomo Leopardi – dai Canti)

 

 

11月2日

I sepolcri

 

Anche se questo carme è molto bello, mi ha fatto tanto impazzire quando l’ho dovuto imparare tutto a memoria… infatti ne ho sempre ricordato solo questi versi e quelli che parlano di Firenze….

Mi è tornata alla mente oggi…

 

I SEPOLCRI

Di Ugo Foscolo

 

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne      

confortate di pianto è forse il sonno

della morte men duro?  

Ove più il sole

per me alla terra non fecondi questa

bella d'erbe famiglia e di animali,                         

e quando vaghe di lusinghe innanzi

a me non danzeran l'ore future,                                        

né da te, dolce amico, udrò più il verso

e la mesta armonia che lo governa,           

né più nel cor mi parlerà lo spirto

delle vergini Muse e dell'amore,

unico spirto a mia vita raminga,                 

qual fia ristoro a' di perduti un sasso        

che distingua le mie dalle infinite

ossa che in terra e in mar semina morte?

Vero è ben, Pindemonte! anche la Speme,   

ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve

tutte cose l'oblìo nella sua notte;           

e una forza operosa le affatica

di moto in moto; e l'uomo e le sue tombe 

e l'estreme sembianze e le reliquie

della terra e del ciel traveste il tempo. 

     Ma perché pria del tempo a sé il mortale  

      invidierà l'illusîon che spento

      pur lo sofferma al limitar di Dite?

      Non vive ei forse anche sotterra,

      quando gli sarà muta l'armonia del giorno,

      se può destarla con soavi cure nella mente de' suoi?

 Celeste è questa                

corrispondenza d'amorosi sensi,

celeste dote è negli umani; e spesso     

per lei si vive con l'amico estinto,

e l'estinto con noi,       

se pia la terra                  

che lo raccolse infante e lo nutriva,

nel suo grembo materno ultimo asilo   

porgendo, sacre le reliquie renda                       

dall'insultar de' nembi e dal profano

piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,

e di fiori odorata arbore amica

le ceneri di molle ombre consoli.      

Sol chi non lascia eredità d'affetti  

poca gioia ha dell'urna……………..

 

 

 

11月1日

Alda Merini

 

ALDA MERINI

 

Milano, 1 nov. (Apcom) - La poetessa Alda Merini è morta questo pomeriggio all'ospedale San Paolo di Milano. Lo ha comunicato la stessa struttura ospedaliera. Alda Merini era nata nel capoluogo lombardo il 21 marzo del 1931 e nella sua vita aveva conosciuto la malattia mentale ed era stata anche internata. La sua poesia, visionaria ma anche sommessa, porta traccia della sua vita ed è considerata un'opera di prima grandezza nella letteratura italiana. Il decesso di Alda Merini si è verificato nel reparto di oncologia.

 

 

 

Nel suo sito si è presentata così:

 

(Sono una piccola ape furibonda.)

Mi piace cambiare di colore.

Mi piace cambiare di misura.

 

 

Uscirà alla fine del 2000 il film “Alda Merini – una donna sul palcoscenico”, girato nella sua casa, un documentario dove Alda mette a nudo la sua anima in un dialogo nel quale scopre  la sua poesia, il suo misticismo, il dolore del tempo passato in manicomio......

 

 

Vorrei riportare qui le sue poesie…

Ne inserisco due, secondo me particolarmente belle:

 

A tutte le donne

 

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l'emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d'amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

 

 

 

Stendardi

 

 

Non siate solo stendardi

ma anche terra presente

Non siate solo musica

ma anche silenzio di perla.

Non perdete mai il contatto

del vostro cammino:

ricordatevi che il sangue si ferma

perché non vuole parlare.

 

Bambino
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
 
 
 
 
 
10月31日

Zrcadlo

 

HO CONOSCIUTO GIANFRANCO - Zrcadlo

 

Non credete a quello che racconta!!! E’ un ragazzo piacevolissimo, dal viso aperto e un sorriso accattivante….

Abbiamo passato insieme forse un’oretta – non ho guardato l’orologio – e mi sembrava di conoscerlo da sempre….come gli amici delle mie figlie che ho visto crescere ….

C’era affetto sincero e una bella condivisione di pensieri……………. con buona pace di quelli che non credono possibili le amicizie tra bloggers e tra persone di età così diversa…

 

 

 

10月25日

Li-T'Ai-Po

 

Li- T’Ai- Po

 

Nei miei viaggi nella poesia ho incontrato questo poeta cinese che mi è piaciuto tantissimo:

Li Po è stato un poeta cinese considerato tra i massimi della Dinastia Tang

Viene chiamato anche l'immortale caduto e l'immortale poeta

Li Po è conosciuto per l'esuberante immaginazione visiva, il desiderio di distacco dalla mondanità, per gli elementi taoisti nelle sue poesie e per la gran passione per l'alcol, spesso cantata. Egli cattura un momento, una sensazione particolare, riuscendo però a farne una categoria dell'anima, adatta a molte situazioni, in cui ci si possa facilmente rispecchiare:

Come il più giovane poeta Du Fu passò gran parte della sua vita viaggiando. La leggenda vuole che sia morto annegato nel Chang Jiang cadendo dalla barca mentre, ubriaco, tentava di prendere la luna riflessa nelle acque.

床前明月光,
疑是地上霜
,
舉頭望明月
,
低頭思故鄉,

Ecco due sue poesie...

Tre cinque sette parole

Leggero vento autunnale
Lucente luna d'autunno
Le foglie cadute si ammonticchiano e poi vanno distanti
Il corvo si accoccola e poi si agita
E quando ti penso vorrei conoscere il giorno in cui potrò rivederti
In questo momento, in questa notte, difficili sono i sentimenti

Incisione su un monastero montano

Bivacco notturno al monastero sui monti
Allungo la mano, afferro le costellazioni
Non oso parlare ad alta voce
Ho paura di svegliare chi sta sopra il cielo.

 

 
10月24日

weekend

 
A TUTTI VOI, AMICI....
 
 
 

La pioggia nel pineto

 

Ascolto la pioggia che batte sui vetri e mi trovo a recitare questa poesia…..

 

 

LA PIOGGIA NEL PINETO

di Gabriele D’Annunzio

 

 

Taci. Su le soglie

del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia

secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

 

 

10月20日

Sarei già

 

Questa mattina, sul blog Zolfo & Mercurio dl mio carissimo Marco ho trovato questa splendida poesia e l’ho voluta dividere con voi……

 

 

 

SAREI GIÀ ANDATO LONTANO

 

 


Sarei già andato lontano,

 

tanto lontano quanto è grande il mondo,

 

se non mi trattenessero le stelle

 

che hanno legato il mio al tuo destino,

 

così che solo in te posso conoscermi.

 

E la poesia, i sogni, il desiderio,

 

tutto mi spinge a te, alla tua natura,

 

e dalla tua dipende la mia vita.  

 

 

(Johann Wolfgang von Goethe)

 

Jean Folon

 

Jean Michel Folon

(Uccle, 1 marzo 1934 – Principato di Monaco 20 ottobre 2005)

 

Ho “incontrato” Jean Folon alla grande Mostra al Forte Belvedere, a Firenze, nel 2005, poco tempo prima della sua morte.

Vi erano esposti i suoi straordinari acquerelli e le sue sculture.

 

 

Girare nello splendore del Forte circondata dalla magia, dalla leggerezza, dalla vivacità dei colori, dalla fantasia delle sculture è stato come iniziare un viaggio nella sua terra e nel suo cuore, che mi ha fatto innamorare delle sue opere.

 

 

Deciso a percorrere la strada dell’arte, Folon aveva abbandonato il Belgio quando aveva appena 20 anni per andare a Parigi dove aveva conosciuto Picasso e i surrealisti, ma non vi aveva trovato successo. Lo trovò invece negli Stati Uniti dove cominciò a disegnare copertine per la rivista “New Yorker”.

Da allora gli si aprirono le porte di tutti i più importanti musei.

 

 

I protagonisti delle opere di Folon sono gli omini sottili e stilizzati, la nave, gli uccelli dalla tipica forma, le città blu o le chitarre, la mano, una mano sottile, elementi teneri e surreali che incantano per la delicatezza del tratto e il gusto dei colori.

 

 

 

La sua produzione copre un numero esteso di generi, dai manifesti pubblicitari ai film di animazione e ai francobolli, dall’illustrazione di libri al passaporto dei diritti umani che ha illustrato per Amnesty Intrnational, alla sua campagna di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente.

 

 

I suoi disegni sembrano impalpabili, leggeri….la sua scultura invece è più corposa: i suoi omini si trovano in varie parti del mondo. A Milano c'è "L'uomo sulla panchina"

 

 

A Firenze – a cui era legato profondamente – ha lasciato due delle sue sculture, due fontane: “L’omino con l’ombrello”, una figura in bronzo dal cui partono fili di acqua che formano proprio la cupola di un ombrello sotto la pioggia, che si trova davanti al Saschall

 

 

 

e “L’homme de la Paix”, con il tipico uccello sulla mano , ch si trova alla Fortezza da Basso.

 

 

Ma famosissimo è anche “La mer” che si trova a Knokke, dove da bambino passava le vacanze, un omino seduto davanti al mare che ad ogni marea lo copre o l’omino seduto sulla valigia, simbolo del “viaggio”…

 

Nel 2000, nel cuore del Parco Solvay, a La Hulpe, dove ha vissuto la sua infanzia, Folon ha creato la “fondazione Folon”, il museo che racchiude oltre 300 opere, in una cornice fantastica ed originale.

Ho trascorso qui la mia infanzia” aveva detto “e la scelta mi parve del tutto naturale. Ho sempre amato questo posto magico”. E stupisce e ammalia ciò che si cela al di là della porta che apre le stanze del museo

che rappresenta una copertina di libro: da lì inizia un viaggio…il viaggio che spesso ricorre nella sua opera…è come se Folon aprisse il libro della sua vita per raccontarsi pagina dopo pagina……

 

 

 

 

 

 

 

10月16日

16 ottobre 2009

  16 Ottobre 2009.
 
Oggi ricorre la giornata mondiale dell'alimentazione promossa dalla FAO. 
 
 L'EVENTO QUEST'ANNO E' INCENTRATO SUL TEMA "LA SICUREZZA ALIMENTARE IN TEMPI DI CRISI".  
 
 
  
10月14日

Buonanotte

 
BUONANOTTE AMICI MIEI!!!
 
 
 
 
 
 
10月12日

Julia la farfalla

 

Julia, la farfalla…

 

 

Il 9 settembre, presso l’Orto Botanico di Firenze, tra gli alberi secolari che lì vivono, c’è stata una bellissima conferenza di Julia Hill, conosciuta col soprannome di Butterfly, la giovane ragazza che per 2 anni e 6 giorni ha vissuto su una sequoia millenaria - che lei ha chiamato Luna - per poterla salvare dalle motoseghe delle multinazionali del legname.

Julia oggi ha 34 anni e gira il mondo per raccontare la sua storia, ma soprattutto per sensibilizzare al rispetto degli alberi, e della natura in generale.

Per opporsi al taglio delle sequoie andò a vivere sulla piccola piattaforma di legno a 56 metri nonostante il freddo, la fame e le condizioni durissime. Julia poteva continuare a fare surf come le sue coetanee californiane, invece poco più che ventenne mise a repentaglio la sua vita per salvare quella di una sequoia e dell’intera foresta millenaria che stava per diventare legname per camini.

 

 

 

A vederla non diresti che è proprio lei l’ecoterrorista più famosa del mondo. Una graziosissima giovane, snella, capelli corti e piedi scalzi anche in città, “come quando era su”

Racconta di come è stata drammatica la sua lotta: una battaglia quotidiana contro il freddo, la fame, le tempeste violentissime, il rombo minaccioso degli elicotteri sopra la testa e delle motoseghe sotto di lei. Ma anche la paura, la solitudine, il disagio di restare in una piattaforma di un metro e mezzo per due, le febbri e la malattia ai reni.

Julia spiega di aver scritto il libro-diario dettando al registratore le sue paure e le sue poesie, le sue giornate piene di interviste, lettere e arrampicate sui grandi rami intorno alla sua piccola piattaforma.

Dice con molta semplicità: “ci si abitua a tutto, anche a mangiare cous cous e frutta secca, a lavarsi con le spugnature di acqua piovana e ad andare in bagno in un secchio foderato da una busta”. Quello che l’ha aiutata è stato il fatto di avere uno scopo importante: salvare qualcun altro, salvare Luna e la foresta”.

“Luna mi è rimasta nel cuore, continuo le battaglie ecologiste, e lavoro per i diritti dei nativi americani e contro la pena di morte negli Stati Uniti”.

 

 

E’ deliziosa da ascoltare… semplice ed umile, non si ritiene una persona che ha fatto una cosa eccezionale…..anzi!

E’ come se non fosse mai scesa dalla sua sequoia e passa nella vita proprio come una farfalla (fin da bambina ha avuto con loro un rapporto particolare), volando al di sopra della banalità e delle convenzioni….

Al termine della conferenza (che è durata un’ora in più del previsto a causa delle mille domande che le venivano poste – con grande pena del custode che non riusciva a chiudere il Giardino….) sono state mandate alcune musiche delle piante elaborate dal Damanhur insieme ali studiosi dell’Orto Botanico.